DONNE IMPRENDITRICI

 

Per le donne fare impresa in Italia è ancora un percorso a ostacoli, che le costringe a fronteggiare quotidianamente stereotipi, scarso riconoscimento e modelli di lavoro incompatibili con la vita privata. I risultati dell’indagine di Gamma Donna e wamo mostrano quanto sia urgente ripensare il rapporto tra leadership femminile, sostenibilità organizzativa e innovazione


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Imprenditrici
controcorrente




 

In Italia fare l'imprenditrice è ancora un percorso controcorrente, ostacolato da pregiudizi legati al genere e da modelli di lavoro poco sostenibili rispetto alla conformazione delle vite. 

Non è un caso se il 76% delle imprenditrici percepisce stereotipi di genere nella relazione con investitori, clienti e partner – un problema sentito in particolar modo nel settore digitale – e il 46% racconta di non essere riconosciuta immediatamente come titolare della propria azienda.

A dirlo è l'indagine realizzata da Gamma Donna, associazione che da più di vent'anni lavora per le carriere delle donne nell'imprenditoria, insieme a wamo, azienda fintech europea, con l'obiettivo di restituire una fotografia delle principali sfide finanziarie e di crescita che le imprenditrici si trovano ad affrontare.

Secondo l'indagine, che ha raccolto le risposte di 223 imprenditrici, la principale preoccupazione delle donne che fanno impresa in Italia non riguarda la gestione finanziaria della propria attività – aspetto su cui dichiara di sentirsi sicura il 79% delle intervistate. I nodi rilevati dalla survey parlano invece di un problema più culturale: quasi la metà delle imprenditrici si è sentita infatti meno considerata rispetto ai colleghi uomini nel rapporto con istituti di credito e investitori, e il 38% ha rinunciato candidarsi a bandi, premi o finanziamenti per timore di non essere all’altezza.

Permangono inoltre forti difficoltà operative, legate sia alla gestione del business che all'aspetto normativo e burocratico. Per quanto riguarda la crescita, il principale ostacolo citato dalle imprenditrici è quello di trovare le persone giuste con cui collaborare e avere accesso a risorse e strumenti.

Altra dimensione indagata dalla survey è quella della conciliazione, tema rispetto al quale i dati mettono in discussione la sostenibilità degli attuali modelli imprenditoriali e mostrano quanto i carichi di cura continuino a gravare sulle donne, con conseguenze sul benessere e sulla salute mentale.

La maternità è ancora collegata a un rallentamento delle attività o a una riduzione di fatturato per quasi un'imprenditrice su tre. E tra chi almeno una volta ha pensato di chiudere l’attività, il 45% segnala difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, mentre il 38% cita problemi di benessere personale, dimensioni che si traducono in un alto carico mentale e rischio di burnout.

Particolarmente significativo da questo punto di vista è il fatto che, tra i desideri più urgenti delle imprenditrici, al primo posto ci sia quello di avere più tempo per sé, seguito da quello di trovare una o un partner per la propria attività. Anche poter contare su reti di supporto e maggior riconoscimento nel mercato sono bisogni centrali.

“I dati della survey evidenziano un paradosso ancora profondamente italiano: imprenditrici competenti e innovative continuano a operare in un ecosistema che troppo spesso mette alla prova la loro credibilità più del loro talento" ha commentato Valentina Parenti, presidente di Gamma Donna. "Le founder non chiedono corsie preferenziali, ma condizioni eque per competere, crescere e generare impatto” ha aggiunto.

Allo stesso tempo, l'indagine ci racconta anche che la metà delle intervistate non ha mai pensato di rinunciare alla sua impresa e consiglierebbe ad altre donne di avviare la propria, nonostante le difficoltà. 

Il prezzo che le donne pagano per diventare imprenditrici, ma soprattutto per continuare a esserlo, appare tuttavia troppo alto. Invertire la rotta sarà possibile solo mettendo in discussione i modelli alla base dell'ecosistema dell'innovazione. 

Una sfida che, come ha ricordato Valentina Parenti di Gamma Donna, "riguarda non solo le donne, ma la capacità del paese di valorizzare innovazione, leadership e talento imprenditoriale".

Leggi tutta l'indagine


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