I had a dream too... - Anch'io ho fatto un sogno...
...Ho visto che un piccolo gruppo di amici si era riunito per decidere come
salvare il mondo. All’inizio eravamo quattro gatti come suol dirsi poi a mano a
mano giungevano altre persone di tutte le razze: mediorientali, cinesi, neri,
etc. Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che
appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per
la continuazione della specie umana. Infine dovevamo prepararci ad una guerra
finale e il consiglio dell’esperto era: “Per sopravvivere ad una guerra occorre
non lasciarsi travolgere dalle emozioni cercando bensì di adempiere a quanto
necessario senza preoccuparsi delle conseguenze”. Ero anch’io d’accordo… E non
siamo forse oggi in procinto di una guerra globale per la sopravvivenza
dell’Umanità? Cosa possiamo risolvere con le nostre chiacchiere e le nostre
piccole azioni per salvare il mondo? Restare saldi senza farsi trascinare dalle
“sensazioni”, vivere nel momento presente affrontando quel che ci si para
d'innanzi senza proiettare un fine, una ragione... Di situazioni drammatiche il
pianeta Terra ne ha vissute ben altre. Quello che conta è il mantenimento
dell’intelligenza e della capacità di sopravvivenza e tale capacità, come
abbiamo visto accadere nell’isola di Bikini, sede degli esperimenti nucleari
francesi, ha una forza inimmaginabile. Infatti lì dove ci si aspettava la morte
si è invece scoperto un ecosistema eccezionalmente vitale e prospero,
soprattutto in “assenza” dell’uomo. La capacità elaborativa della vita si farà
beffe dell’arroganza “scientifica” e, malgrado l’apparente cecità, l’uomo non
potrà distruggere la vita (di cui egli stesso è emanazione). E questo nonostante
la sterile raccolta umana di informazioni, che ha preso il sopravvento sulla
capacità di riscoprire giorno per giorno la freschezza della vita, alla fine la
capacità di conservazione saprà “affermarsi”. Lo vedo in quel che succede negli
interstizi dell’asfalto, in mezzo alle immondizie, tra i veleni più
pestilenziali di questa società opulenta ed un po’ tonta… Eppure l’uomo è la
somma di una complicata rete di complessi, psicosi, nevrosi, istinti, fissazioni
e intuizioni! Nessuna cosa viva è in grado di condurre in se stessa un’esistenza
distaccata dal resto dell’esistente. Ma in natura “ogni cosa ha il suo posto ed
ogni posto ha la sua cosa” Perciò mantengo una posizione di osservatore non
interventista. La capacità di sopravvivenza in qualsiasi condizione ambientale
provvederà al mantenimento dell'esistenza, questo è certo...
Paolo D’Arpini -
Rete Bioregionale Italiana By Paolo
D'Arpini Bioregionalismo, Ecologia Profonda, Spiritualità Laica

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