lunedì 30 settembre 2019

Vitaliano Trevisan al Festival letterario FOGLIAMI: ironia sulla vita notturna di Vicenza di Giuseppe Bonan

A Villa Albrizzi Marini di San Zenone degli Ezzelini (TV), all'interno della serata di mercoledì 25 settembre e del Festival letterario denominato "Fogliami", tenutosi in loco (per la precisione nella tenuta delle scuderie della villa in questione), lo scrittore, sceneggiatore, attore e drammaturgo Vitaliano Trevisan ha tenuto la lettura di un proprio testo (parte di qualcosa di più corposo in lavorazione) che descrive con ironia ma più che altro con sarcasmo certi aspetti della vita notturna (e non solo) che si respira nei dintorni più prossimi della città di Vicenza. Questi aspetti appaiono diversi a seconda che le strade si dirigano verso uno o altri capoluoghi di provincia veneta. I territori per così dire sono delimitati dalla nazionalità delle donne di strada che occupano queste o quelle strade, per l'appunto. L'appellativo per definirle, tali donne, è interessante come venga attribuito facilmente da alcuni soggetti ad altri soggetti femminili in realtà non "degni" di essere considerati tali.
Il tono con il quale Vitaliano espone la lettura è a tratti velato d'ironia e a tratti denota la consapevolezza di una realtà che non si può negare né contestare. Così è. Quindi si assiste a una serie di affermazioni che rivelano realtà quotidiane rappresentative di situazioni comuni a un numero imprecisato di famiglie,. Qui quindi mi si permetta di citare un passo che lo stesso Trevisan ha condiviso attraverso un social network il giorno stesso dell evento in questione:
"la situazione si fa drammatica: i bravi cittadini, e soprattutto le brave cittadine, si lamentano: nei parchi e lungo le strade non hanno fatto a tempo a sparire le siringhe che sono arrivati i preservativi, e non si sa cosa sia peggio; la notte è tutto un via vai; dopo una certa ora c’è il coprifuoco eccetera. Inutile dire che, da qualche parte, tutti quei clienti dovevano pur venire (moto da luogo); e, visto il numero, e sapendo che nessuno, di norma, va a puttane dove mangia, si presume che, in molti casi, di altri non si tratti che degli stessi bravi cittadini, in trasferta, le cui mogli, a casa, si lamentano a causa di altri bravi cittadini in trasferta, le cui mogli, a casa, eccetera – di nuovo Escher! Ma se non si vuole che tutto crolli, una sana ipocrisia, magari travestita da ingenuità, è necessaria.
Black Tulip, Cruising - in progress"
Dalla lettura si denota la notevole capacità espressiva di Trevisan, che seppur con tono pacato e suppergiù uniforme, dà il giusto peso alle parole, esaltandone il significato e rendendole degne dell'attenzione che meritano.
Al termine dell esposizione del testo un ragazzo del pubblico chiede quanto ci sia in esso di autobiografico. E Vitaliano sorride, poi risponde, riponendo i fogli del testo nella sua borsa: "Ho poca fantasia." E poi, aggiunge: "Quando si scrive è facile che realtà e fantasia si mescolino." Quindi, precisa: "... realtà e immaginazione."
"Quando lo leggeremo?" Chiede un altro signore dal pubblico. Trevisan rivela che dovrà consegnare il testo completo a febbraio e che spera di farcela, poi aggiunge: "È difficile scrivere..."

Giuseppe Bonan 

domenica 29 settembre 2019

FESTA IN PIAZZA A SAVONA

Cari Amici,
oggi c'è questa festa dell'accoglienza, dell'integrazione, del divertimento e del conoscerci insieme.
C'è lo spettacolo per i bambini (bravissimo Daniele Debernardi), c'è il cibo di culture diverse.
Questo è il mondo dove io voglio vivere, dove conosco e imparo, dove ho pazienza quando non mi capiscono (ho fatto l'insegnante, so come si fa), dove non disprezzo chi non vive come me ma lo lascio libero. Dove l'odio è ancora farina del diavolo perché, oltre a seminare dolore, fa male anche a me, mi fa ammalare. Dove non si svendono i propri valori per un beneficio momentaneo o per interesse. Dove l'amore è difficile ma è ancora tutto quello che abbiamo.
renata

MEMORIE E DIMENTICANZE DI UN RITORNO NEL NIGER di Padre Armanino


                                           Memorie e dimenticanze di un ritorno nel Niger

Il comandante di bordo del volo AF 306 del 26 settembre lo aveva annunciato fin dall’inizio. A Niamey la temperatura all’arrivo sarebbe stata di 37 gradi e ci si doveva attendere il benvenuto con una buona scorta di polvere. E così in effetti è stato. L’avevo dimenticato negli ultimi giorni del soggiorno in patria dove il fresco cominciava a farsi sentire. A Parigi, in attesa del volo per Niamey, il cielo era coperto e scendeva una pioggia fine dal sapore di autunno. Malgrado ne avessi parlato molto mi era passato di mente il sapore della polvere e il colore della sabbia lungo le strade della capitale. In due mesi di assenza poco o nulla cambia a parte le strade. La stagione delle piogge appena conclusa infligge inevitabili penalità a veicoli, autisti e passeggeri dei taxi ancora numerosi. Quanto ai pochi semafori che sopravvivono alle rotonde, cambiano i loro colori a seconda del tipo di veicolo che a loro si avvicina. Uniche eccezioni sono i cortei che portano la salma ai cimiteri e il Presidente della Repubblica che in media ogni due giorni lascia il Paese per esportare la sabbia ai migliori acquirenti dell’Europa e dell’Asia. Ricordavo bene i mendicanti piazzati presso gli incroci e le rotonde più frequentate. Anche le buche da evitare non hanno mutato posizione. Avevo invece dimenticato la tendenza dell’energia elettrica a scomparire d’un tratto. Così è stato buona parte della mattinata del sabato e persino parte del pomeriggio. Quanto al net, invece, ha sofferto una panne sulla linea telefonica che serve la zona. Il centralinista assicurava che i tecnici erano al lavoro.

Me ne sono invece accorto preparando la borsa per la visita alla prigione civile di Kollo, nei pressi di Niamey. Avevo dimenticato il documento ufficiale del Ministero della Giustizia che mi permetteva di entrare in carcere senza problema nell’altra borsa lasciata a casa. È stato sufficiente contattare il direttore della prigione, gentile e disponibile, per entrare senza nessun documento. Ciò che invece è cambiato, nella suddetta casa di pena, sono due porte metalliche aggiunte, un metal detector (non utilizzato con noi) e uno spazio numerato sul tavolo in legno dove posare i telefonini prima di entrare. Non è cambiato, invece, lo sparuto gruppo di fedeli riuniti in una saletta che funge da infermeria, cappella per il culto e un rubinetto che per qualche mistero della rete idrica, assicura l’approvvigionamento d’acqua anche durante la siccità. Per l’occasione è stato inaugurato il ventilatore e un neon per illuminare la saletta in questione a spese della comunità che ivi si raccoglie anche per le lezioni di alfabetizzazione in lingua francese. Ricordavo la strada per raggiungere il carcere ma mi erano sfuggiti gli schermi pubblicitari luminosi piazzati in alcuni incroci più frequentati, dove i rallentamenti sono fisiologici e imprevedibili ad un tempo. Avevo invece dimenticato che ancora ci si saluta sfiorandosi nella complicità di uno sguardo. Ricordavo bene, invece, dove avevo lasciato una copia della chiave di casa e con disappunto ho notato che la chiave in questione era scomparsa da qualche parte. Avevo invece dimenticato, prima di partire, di chiudere la porta di casa.

Tardi mi sono ricordato che bastano cinque o sei ore di volo e una bimba di 4 anni per morire di malaria, in piena città, nel quartiere dove accompagno una comunità dedicata a Santa Monica. Basta così poco per ammalarsi ed è così difficile poi guarire, quando non ci sono né i soldi né le possibilità per curarsi. Avevo dimenticato il suono aspro dell’unica ambulanza che galleggia sulla sabbia delle strade della città e rischiavo di dimenticare il nome della persona a cui avevo promesso un regalo al ritorno. Si è fatta viva lei e ha chiesto quando poteva venire a ritirarlo. Ricordavo che avevo promesso qualcosa che poi è stato carpito dalla dimenticanza. Forse si trattava di decidere quanto tempo sarei ancora rimasto nel Niger. Ho dimenticato di dare la risposta nell’immediato. Proverò a domandarlo alla sabbia.

                                                                                          Mauro Armanino, Niamey, Settembre 019

giovedì 26 settembre 2019

RIACE, UNA STORIA ITALIANA, di Chiara Sasso, Edizioni Gruppo Abele; recensione di Renata Rusca Zargar


 RIACE, UNA STORIA ITALIANA
Chiara Sasso, Edizioni Gruppo Abele, 2018, pagg. 192, euro 12,00


 Davanti al caso di Domenico Lucano, la persona comune  rimane sbigottita. In un Paese marcio di mafia, ’drangheta, camorra, corruzione generalizzata, si individua un presunto pericoloso criminale che mina la stabilità  della sua cittadina e della sua regione: l’ex sindaco di Riace!

In più di 150 anni, l’Italia non è stata capace di dichiarare davvero guerra alla mafia condannando così il Sud, e quindi l’Italia tutta, al sottosviluppo, all’irrilevanza. Infatti, fare guerra alla mafia non porta voti, anzi, li toglie. Invece, additare un nemico, i voti li porta, eccome!  Ben lo sanno i politici che hanno individuato gli ebrei (chiedo scusa, ho sbagliato periodo storico, ma non tecnica psicologica), i migranti, i musulmani, i clandestini, i neri, e chi più ne ha più ne metta, come causa della crisi economica, della mancanza di lavoro, delle difficoltà di qualsiasi tipo. Perché questo porta voti. Essere intellettualmente onesti, uscire dagli slogan, chiedersi, prima di tutto, perché la gente sia obbligata a migrare e a rischiare la vita, invece che lavorare nel proprio paese, con i propri parenti e amici, la propria cultura, le proprie abitudini, sono ragionamenti che non bucano su facebook. Come ha denunciato il prete congolese Padre Battista:  “Il mio paese, il Congo, grazie alle miniere di cobalto permette a tutti voi di avere in tasca funzionante il telefonino. Sono miniere dove bambini di quattro anni ci lavorano, dove lo sfruttamento di società spesso europee è costante.”  I casi di furto di spazi e risorse altrui, specialmente in Africa, di sfruttamento della popolazione, soprattutto donne e bambini, sono tanti altri: diamanti, monoculture, legno, biocarburanti…

Eppure, frasi come quella di Padre Battista, che dovrebbero farci bruciare di indignazione, danno fastidio e non raccolgono affatto le adunanze oceaniche osannanti che siamo, ultimamente, abituati a vedere, simili alle folle  di tutte le dittature. Oggi, però, gli Italiani non sono obbligati, minacciati, da una dittatura: sono  persone che hanno permesso di essere plagiate e ammaestrate. Essi  sperano che, abbattendo il nemico, troveremo  le difficili soluzioni ai gravissimi  problemi che affliggono una popolazione di quasi otto miliardi di esseri umani e persino del povero pianeta che ci sopporta ancora. Abbattiamo, dunque, quel povero nemico che ha sfruttato la “pacchia” nei campi libici e di là è partito con i “taxi del mare”. Scrive Giovanni Maiolo: “Durante il fascismo partivano i vagoni piombati, stracarichi di ebrei,verso i campi tedeschi. Eccetto alcuni casi, il popolo italiano chiudeva gli occhi, fingeva di non vedere, temeva le conseguenze di una protesta. Oggi, i barconi carichi di disperati che affrontano viaggi impossibili per inseguire una speranza di vita vengono fermati in mare dalle motovedette italiane e riconsegnati alla Libia. Quello che accade nelle prigioni e nei campi libici non è molto diverso da quello che accadeva nei campi nazisti. Lì c’era l’organizzazione della morte, in Libia la libertà della tortura. Donne violentate, uomini picchiati selvaggiamente e torturati, a volte ammazzati. Gente che entra nelle carceri e di cui si perdono le tracce. Per sempre.”  Probabilmente, al tempo del Fascismo, molti avevano paura della violenza su di sé e sui propri familiari e, quindi, tacevano. Oggi non è la paura che stimola comportamenti tanto disumani ma l’odio e, in particolare, l’odio razziale.

Riace, dice Lucano, “era un piccolo paese che si stava spopolando per via dell’emigrazione al Nord e all’estero.” Chi di noi non conosce paesi e territori, un tempo agricoli, animati, vivi, che oggi sono completamente abbandonati? La gente se n’è andata in città e ha dimenticato fattorie, casolari, terreni …

A Riace erano state riaperte le botteghe del vetro, del ricamo, della ceramica, della tessitura, della cioccolata, degli aquiloni, in un progetto di accoglienza ma anche di integrazione, di apprendistato, di lavoro. Sarebbe certo utile al nostro Stato se, nello stesso modo, si ridesse vita alla campagna spopolata, alle montagne svuotate, producendo cibo per noi, rendendo di nuovo fertile la terra. Certo, non sarebbe facile. Bisognerebbe prevedere  qualcuno che progetta, che insegna, che decide…  Molto più facile è lasciar ciondolare la gente per strada, senza futuro per sé e neppure per il nostro Paese perché qui, se qualcuno fa qualcosa, diventa  un ostacolo da abbattere.

Non importa se  la ’ndrangheta, ha un volume di affari intorno ai 36 miliardi di euro. Tutto normale.

Non così normale  Riace. "Troppe cose strane in questo paese con 600 migranti integrati. La raccolta differenziata fatta con asini e una cooperativa gestita da migranti e riacesi come le botteghe che recuperano tradizioni e antichi mestieri. Un nuovo asilo appena inaugurato. Ma non è tutto, si lavora per l'acqua pubblica." 

Alle volte, si vorrebbe scappare via da questo mondo tanto infame, da questo Paese dove il tuo vicino ti odia, dove un bambino di tre anni è stato preso a calci perché marocchino.

Alle volte, non si sa proprio cosa fare, come continuare a vivere.

L’unica speranza è che ci siano sempre più  Domenico Lucano dappertutto, che abbiano l’eroismo di pagare di persona, di fare politica quando la politica è pensare al bene dell’umanità tutta. Perché non debba essere ancora una guerra mondiale a sedare l’odio ma sia l’amore e l’impegno l’unica ragione per continuare a vivere.

Renata Rusca Zargar

https://www.controluce.it/notizie/riace-una-storia-italiana/
http://www.liguria2000news.com/riace-una-storia-italiana-recensione-della-prof-renata-rusca-zargar.html

MIGRANTI di Angela Fabbri

MIGRANTI

Ma si dividono solo in 2 categorie
                                   RIFUGIATI in fuga dalle GUERRE
                                   e
                                   MIGRANTI  ECONOMICI ?
così come hanno scelto i GRANDI Paesi Europei per poter fare su di loro un proprio sovrano (o sovranista) distinguo?

Cominciano invece a saltar fuori anche i MIGRANTI  CLIMATICI, poco poco per ora, poco a poco, ma con note fotografiche decise nei Telegiornali.
Forse adesso che i giovanissimi sono emersi di testa dalla bambagia fluttuante del mondo cosiddetto occidentale e hanno imparato a radunarsi e a stare insieme, ecco che viene sollevato un nuovo ‘VELO’.
Sotto ci stanno, inaspettatamente, tantissime persone, domate non + solo dalla fame ma vinte dalla sete: i MIGRANTI da SICCITA’.

Se guardiamo all’indietro di davvero molti e molti milioni di anni, è facile fare un paragone tra l’oggi e l’allora, quando l’essere umano era ben lontano dal venire in mente alla natura.
Quando furono gli altri animali allora presenti su tutte le facce di questa Terra a spostarsi in ENORMI  MIGRAZIONI, dovute proprio alla SICCITA’ che era sopravvenuta.
E, dopo interminabili peregrinazioni, finalmente approdarono a nuovi lidi, affollandoli e RIPOPOLANDOLI.
In queste migrazioni antichissime non dimentichiamo i vegetali, che usarono per i loro semi il vento e le correnti. O si trasferirono trasportati addosso agli animali stessi.

(Angela Fabbri, Ferrara notte fra 23 e 24 settembre 2019)

Presentazioni corsi di teatro ragazzi, giovani, donne TEATRO REGINALD-AUI,Torino


Invito alle presentazioni

Coltivare se stesse attraverso il Teatro 

 Martedì 1° ottobre
ore 21-23

Giardino Peschiera - Torino

         Entrate da Corso Peschiera 364 e corso Francia 275/b

Con il contributo delle chiese metodiste e valdesi


Scuola di Teatro per ragazzi e giovani 

Mercoledì 2 ottobre
ore 17,30-19,30
Corso Ferrucci 65/A – Torino
 

        Informazioni e prenotazioni

         La partecipazione alle presentazioni è gratuita.                                      E' gradita la prenotazione.                           

Teatro Reginald - Centro di dramaterapia:

tel. 011.710139; cell. 333.7458504
info@teatroreginald-aui.com; www.teatroreginald-aui.com   

                              

READING DI JACK HIRSCHMAN, 29 settembre, Castiglione dello Stiviere (MN)

L’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo, Casa della Poesia di Baronissi (SA) e Camelliae Tea Room sono lieti di ospitare uno dei maggiori poeti contemporanei, una leggenda della controcultura statunitense: amico di Allen Ginsberg, Amiri Baraka, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, nonché grande estimatore e traduttore di Pasolini.
READING DI JACK HIRSCHMAN
domenica 29 settembre 2019 alle ore 18:00
presso il Camelliae Tea Room
in via Perati 5, 46043 Castiglione delle Stiviere (MN)
con l’intervento di Andrea Garbin e Sergio Iagulli
INGRESSO LIBERO CON CONSUMAZIONE – è gradita la prenotazione al numero 0376-1795160 

ROSSO CINABRO, Fusing Complementary Opposites, 1 - 12 ottobre 2019, Roma

Fusing Complementary Opposites
1 - 12 ottobre 2019
La mostra inaugura la stagione autunnale di Rossocinabro,  è una  collettiva di opere di artisti della galleria che incarna la fusione delle pratiche artistiche orientali e occidentali. Il titolo  "Fusing Complementary Opposites"  affronta le differenze e le influenze che l’arte orientale hanno avuto sull'arte occidentale e viceversa.
Lo spettacolo aprirà il 1° Ottobre e proseguirà fino al 12. Si concluderà con un  ricevimento sabato 12 Ottobre, dalle 18 alle 20 in occasione della XV Giornata del Contemporaneo sponsorizzata da AMACI (Associazione dei musei di arte contemporanea italiana). Sabato 12 alle 18.00 ci sarà un Tea & Conversation  che offrirà ai visitatori della galleria l'opportunità di incontrare gli artisti e ascoltarli mentre parlano della loro arte e ispirazione.
Questa influenza reciproca tra Oriente e Occidente è diventata artisticamente ancora più definita da quando il mondo dell'arte è diventato più connesso a livello globale e tutto è immediatamente visibile via Internet.
In mostra: Misa Aihara,  Janice Alamanou, Toni Altenstrasser, Suzan Anan, Izabela Bierylo, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Frank Briffa,  Benny De Grove, Cees Dert,  Onno Dröge,  Gustav Filipsons, Mélissa Follet, Liora Ganor, Heidi Kaas, Marta Kisiliczyk, Judy Lange,  Rosana Largo Rodríguez , Isabela Lleo Castells, Karl Weiming Lu,  Elvio Miressi, Bianca Neagu, Mehdi Oveisi, Ann Palmer, Catherine Pennington Meyer, Sal Ponce Enrile,  Irena Procházková, Daniela Rebecchi, Heidi Schütte-Kunz,  Andrea E. Sroka, SS,  Annette Elizabeth Sykes, Petra Tiemann,  HowardArthur  Tweedie, Astrid Ufkes, Vanessa Elaine, Stéphane Vereecken, Menno Vos, Anna Weichert

A cura di Cristina Madini

Rossocinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma Italia
Tel 06 60658125
https://www.rossocinabro.com/index.htm
rossocinabro@gmail.com

img:  Legend  - 48 x 48 inches (122 x 122 cm), oil on canvas, 2016 Private Collection – Suzanne Anan (USA)

Links:
https://www.amaci.org/gdc/quindicesima-edizione-della-giornata-del-contemporaneo-0/fusing-complementary-opposites

https://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2019/187_Amaci_2019.htm

martedì 24 settembre 2019

I reportage di Flavia Steno. Una giornalista di guerra, Genova 26 settembre


Settimo incontro del ciclo promosso da Genova delle Donne per il 2019 sul tema Donne in Guerra dal titolo
I reportage di Flavia Steno. Una giornalista di guerra
si terrà
giovedì 26 settembre 2019 alle ore 17.30
presso la Società Ligure di Storia Patria (Palazzo Ducale, Cortile Minore, Genova) e avrà come relatore Stefano Verdino.
Senonoraquando Genova

Festival caARTEiv delle Arti 2019 a Millesimo, da SIMONA BELLONE


La Caarteiv di Millesimo ringrazia il pubblico numeroso che ha seguito l’intera variegata ed intensa cerimonia artistica e storica iniziata con la premiazione letteraria “Festival caARTEiv delle Arti 2019, giunta alla 22ª edizione il 22/9, nella sala consiliare del Comune, per concludersi con la visita guidata al Castello Centurione / Monastero S.Stefano. 

Ricordiamo con i complimenti più vivi Caarteiv di ammirazione, gli scrittori primi classificati di sezione convenuti alla cerimonia: Enrico Parravicini di Varese, Attilio Rossi di Carmagnola, Pietro Baccino di Savona, Aldo Giordanino di Asti, Gilda Donolato di Varese, Eros Nava di Brescia, Pomina Genoveffa di Savona. 

Dopo la premiazione, hanno avuto padronanza e competenza storico-letteraria per il ricordo degli illustri Aldo Capasso e Florette Morand i professori Franca Maria Ferraris e Marco Pennone di Savona e il ceramista Ettore Gambaretto di Albisola Superiore, nonché Simona Bellone che ha presentato il suo libro “Grazie Aldo Capasso Merci Florette Morand”, con il loro completo percorso letterario di poesia e critica capassiana, connotata dal ‘realismo lirico” fondato nel 1949, con i tributi contemporanei e postumi da tutto il mondo.

 Simona Bellone ha altresì lanciato il concorso internazionale della Cultura italiana nel mondo, dedicato ad Aldo Capasso (nomination premio Nobel letteratura 1995) e Florette Morand (premiata dall’accademia di Francia), coinvolgendo gli artisti con esperienza da oltre 30 anni “premiata”, nei 3 settori Arti Letterarie, Figurative e Audiovisive, per tutte le regioni italiane e le nazioni estere, (per artisti con almeno 1 anno italiano). Informazioni in www.condividendocultura.it 

Una nobiliare presenza ha annoverato la Caarteiv quest’anno, con il barone Ivan Giuseppe Drogo Inglese in rappresentanza di AssoCastelli, per impreziosire la presentazione dei libri storici di Simona Bellone “Un grande amore con le ali - capitano Regia Aeronautica Vittorio Centurione Scotto” e “La famiglia di Vittorio Centurione Scotto - Marchesi e Principi al Castello Centurione di Millesimo (Savona)” e romanzo, correlata dalla mostra fotografica delle foto più emblematiche di questa grande storia Nobiliare ed Aeronautica, genovese, varesina e millesimese. 

Per l’occasione Simona Bellone ha preparato le targhe commemorative alle armature della sala consiliare, che ne attestano l’originale proprietà ai Marchesi e Principi Centurione Scotto e Cattaneo Di Belforte nel loro castello, nonché il busto a tecnica mista di terracotta dorata (simbolo di vittoria e nobiltà), da lei modellato con il volto del capitano Vittorio Centurione Scotto, con la bandiera italiana e L’Aquila alata incoronata, con la scritta, motto dell’aeronautica: “Virtute Siderum Tenus”. 

Si ringrazia l’assessore alla cultura Alessandra Garra che ha rappresentato il Comune di Millesimo durante l’intera eccezionale maratona storico-letteraria Caarteiv 2019.

Per tale giornata, è stato allestito altresì un doppio scaffale a mobiletto, per contenere i libri storici donati da Simona Bellone (pubblicati da lei dal 1998 e di quelli utilizzati per la ricostruzione storica Nobiliare, Aeronautica, Artistica, Storica e Genealogica, riportata nei suoi 5 libri storici).

Tale raccolta utile ad approfondimenti di studio per i giovani, è impreziosita dalle foto storiche degli eredi Centurione Scotto, donate anch’esse al Comune di Millesimo.

Il ricordo del Castello Centurione di Millesimo, famoso nel mondo per le sedute spiritiche avvenute negli anni ‘20, (perché i Marchesi Centurione Scotto e Cattaneo Di Belforte volevano comunicare con l’anima del capitano Vittorio, loro primogenito perito a solo 26 anni nel lago di Varese in allenamento coppa Schneider), ha avuto il piacere di assistere alla conferenza di Silvano Fuso del Cicap, per analizzare scientificamente questo presunto mistero spiritico con interessante proiezione a schermo. 

Si ringraziano i ristoranti Trattoria Nazionale e Relais Il Monastero, per l’accoglienza professionale e gioviale degli artisti e dei relatori delle conferenze, nonché la Tipografia Gambera di Millesimo che segue egregiamente da 18 anni le pubblicazioni storico artistiche, (con prontezza e rigore professionale ultra moderno), redatte dall’artista Simona Bellone, presidente Caarteiv. 

La mostra Caarteiv al Castello Del Carretto, con le pittrici Marialaura Canaparo, Ramona Arnello, Marcella Rebora e Simona Bellone, nonché la mostra fotografica dedicata ai Centurione Scotto (e loro Castello), in piazza Italia 5, proseguiranno a gentile concessione del Comune di Millesimo, per le giornate del rinomato Tartufo nelle giornate dal 26 al 29 settembre.

Ogni altra informazione è reperibile sul sito www.caarteiv.it 

Foto cerimonie:
https://m.facebook.com/AssociazioneCulturalecaARTEiv/photos/?tab=album&album_id=10156667239955823 

Simona Bellone

* Art Book Video Story productions *
pres. associazione culturale caARTEiv - Millesimo (SV) - I

Web: http://www.simonabellone.it/

Mail: simona.bellone@gmail.com  

Twitter: @SimonaBellone 

Instagram: simonabellone

Simona Bellone News Recensioni: https://www.facebook.com/SimonaBelloneNews/

BLOG Articoli http://www.nessunainterferenza.it

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Tributo ad Aldo Capasso e Florette Morand

Cultura italiana nel mondo 

http://www.condividendocultura.it 

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Festival caARTEiv delle Arti 

https://www.concorsiletterari.net/bandi/festival-caarteiv-delle-arti/

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Official web:  www.caarteiv.it

Mail: caarteiv.italia@gmail.com 

Youtube: www.youtube.com/user/caarteivitalia 

Facebook:  www.facebook.com/AssociazioneCulturalecaARTEiv

In arte caARTEiv news magazine: 

https://issuu.com/simonabellone/stacks/e228daf9db9c485caac9e134689b9491 

lunedì 23 settembre 2019

LIGUSTRO: the great Ligurian artist with eyes on the wonders of Japan

L I G U S T R O

Giovanni Berio, who works under the pseudonym of Ligustro, was born in Imperia (Italy) in 1924.
Since 1986 he has dedicated himself exclusively to the study of Japanese coloured woodblock printing and the Nishiki-e techniques in use during the Edo period, creating hand-prints on highly prized paper produced in Japan using traditional craft methods.

Ligustro Nishiki-e technique consists in having, for each print, many woods that will be printed one by one. For this reason, there could be some print with the same drawing but with different colours.

He gives lectures and practical demonstration to bring this artistic technique and its fascinating history to the general public.
On 9th May 2015, at the public library Leonardo Lagorio of the city of Imperia, with the sponsorship of the Italy Japan Foundation and Foundation Mario Novaro, took place the opening of the room dedicated to the master Giovanni Berio, alias LIGUSTRO as a goal following the important donation (crafted woods, correspondence, Japanese calligraphies, books and artworks, a complete archive of an entire life dedicated to art) of Ligustro to the city of Imperia. The room is usable from the community, as a point of excellence, to consult all the donated material for personal in-depth analysis and follow up meetings.
Ligustro passed away peacefully on 11th December 2015 surrounded by loved ones and many friends: from his beloved Japan, held in his small studio in Imperia Oneglia, Ligustro leaves extraordinary ideas to grasp and wonderful artworks to enjoy.

EMAIL: ligustro.italiaATgmail.com



https://www.academia.edu/ LIGUSTRO Type to search for Papers, People, Research Interests and Universities

https://archive.org        LIGUSTRO Type to search for Papers

CANTARENA 1

https://drive.google.com/open?id=0BzhGKK3dGqo5ZzZqQTVabVJCR1U

CANTARENA 2

https://drive.google.com/open?id=1V-YklOLM_vs6Kb2eG2qo1Cb26yaR10GS

CANTARENA 3

https://drive.google.com/open?id=1VvH29tpcSSr55nsrZKxyXsK_roEtt4iy

CANTARENA 4

https://drive.google.com/open?id=1YwHMR2C_1dGb7k9Bx57UObc2VaOgDUHp

NUOVO HOTEL DEL PORTO di Padre Mauro Armanino

Nuovo Hotel del Porto: si prega di non disturbare 
Si trova stampato sul foglio plastificato e posto sul tavolo della camera 218. Il nuovo Hotel del Porto non è lontano dalla stazione Centrale di Bologna. Non disturbare, do not disturb, ne pas déranger…scritto anche in lingua tedesca il messaggio è da appendere in caso di bisogno all’esterno della camera.’ Non disturbare’ lo affiggiamo soprattutto fuori dell’albergo. Esibito com’è nelle parole, nelle scelte e nelle politiche della nostra società fintamente globalizzata. Che soprattutto si non disturbino le idee, lo stile di vita, le conquiste sociali, la cultura dominante che poi è quella delle classi dominanti, la religione principale sbiadita dal tempo e dal vento, le relazioni di potere ormai ben rodate dalle consuetudini che hanno fatto la loro prova. Che non si disturbi il tipo di mondo così concepito e che si lascino intatti, muri, cancelli, cani, gatti e i supermercati per loro concepiti. Che non si tocchi il sistema così come si è andato disegnando col passare degli anni che hanno seguito la resistente costituzione italiana. Non disturbate e soprattutto non disturbateci, già sappiamo e abbiamo scelto di essere servi. Basta prendere atto che, in realtà non si attendono cambiamenti di rilievo, semmai si confermi la nostra gestione dell’esistente. Nulla di più.i piani di aggiustamento strutturale dell’ingiustizia che si è da tempo installata comodamente nelle economie e soprattutto nelle umane relazioni. Fanno di tutto per scongiurarci di lasciar perdere una volta per tutte ogni traccia di neocoloniale modalità di sfruttamento a casa loro, e pure qui, del resto. Pregano 
E invece arrivano. Inventano nuovi cammini per salvarci e disturbare l’affannosa ricerca di profitto che, come sempre, si nasconde nelle mani di pochi. Viaggiano da lontane contrade per sconvolgere o almeno incrinare perché qualcosa accada di inedito e che i diritti di cui avevano sentito parlare mentre erano lontani siano realizzati là dove, per buona parte, sono stati concepiti, diffusi e poi largamente traditi. Si affannano, detenuti in buon numero nei centri di detenzione e che configurano da tempo la parte meno turistica dei paesaggi dell’Europa attuale, esportati a loro volta nelle lontane frontiere dell’Impero. Ivi si detiene, tortura, vende e si prendono come ostaggi proprio coloro che hanno per vocazione quella di sovvertire il disordine esistente e ricominciare tutto da coloro che sono stati messi da parte. Li chiamano esclusi, scarti oppure ‘invisibili’, eppure sono loro quelli che disturberanno il corso della storia del mondo. Si accampano davanti alle nostre porte.
Alcune di queste, che si trovano nelle chiese di Genova, sono rivestite in questi giorni da uno scultore fiorentino di nome Giovanni De Gara, di coperte giallo- dorate, distribuite dalla Guardia Costiera ai Migranti, salvati dalle acque. Il coloro giallo-oro di questi panni, nella tradizione bizantina, viene riferito a tutto ciò che è divino. Il messaggio è dunque chiaro. Coloro che passeranno attraverso la porta dal panno dorato saranno chiamati a riconoscere e a far rispettare la divina umanità di coloro che da queste coperte sono rivestiti. O forse ancora prima perchè queste coperte non vengano usate perché usarle è già una sconfitta di civiltà. Non dovrebbero ripresentarsi situazioni simili ai naufragi che fanno del mare un obitorio a prezzi scontati o del deserto la passerella della morte. Le porte dell’arca erano state chiuse ma solo per proteggere gli inquilini dalla distruzione. Adesso vengono riaperte perché l’impensabile, torni a scorrere per tutti. La vita dignitosa che faccia memoria come ogni terra non sia posseduta ma solo promessa. Tutta lì la differenza di quanti si trovano davanti alla porta. Che ricordano alla ‘Fortezza Europa’ la violenza di frontiere che si chiudono per chi parte da lontano e se ne creano di inedite perché non si arrivi mai.
Vengono per salvarci e sono guardati con ostilità. Si fanno in quattro per far deragliare il treno che ci porta nel baratro e sono scacciati per mancanza di biglietto. Si ostinano ad afferrarci per disorientare le nostre certezze e li tacciamo di criminali. Vengono per disturbare il nostro sonno di morte e li trattiamo da invasori. Eppure sono rivestiti, senza saperlo, di un manto dal colore giallo-oro.
                                                                                      Mauro Armanino, Casarza Ligure, settembre 2019