FIDAPA - BPW ITALY per le donne iraniane

 


La condanna a morte di Taraneh Rahimi, giovane donna iraniana, e la condanna a una lunga pena

detentiva della sorella gemella Romina, rappresentano un fatto che interpella profondamente la

coscienza della comunità internazionale e che FIDAPA BPW Italy non può ignorare.

Le due sorelle, arrestate in relazione alle proteste svoltesi a Isfahan nel gennaio 2026, sono state

sottoposte a un procedimento giudiziario sul quale sono state diffuse gravi denunce relative alle

condizioni della detenzione, a presunti maltrattamenti e all'utilizzo di confessioni che Taraneh

avrebbe successivamente dichiarato essere state ottenute sotto coercizione. La condanna di Taraneh

alla pena capitale e quella di Romina a 25 anni di reclusione è stata riportata da diverse fonti

internazionali e italiane.

Non intendiamo sostituirci agli organi della giurisdizione né formulare valutazioni che spettano alle

competenti autorità giudiziarie.

Ma proprio in quanto donne, cittadine e professioniste del diritto e non solo, riteniamo doveroso

richiamare con fermezza i principi fondamentali dello Stato di diritto e della tutela dei diritti umani.

Il diritto alla vita, il divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti, il diritto alla difesa, il

diritto a un processo equo, la presunzione di innocenza e la libertà di espressione costituiscono

principi che non possono essere subordinati alla condizione politica, geografica o culturale della

persona.

L'APPELLO DI FIDAPA BPW ITALY

In qualità di Gruppo di Lavoro Nazionale Violenza di Genere di FIDAPA BPW Italy, chiediamo con

fermezza:

1. Alle Autorità della Repubblica Islamica dell'Iran, di disporre l'immediata sospensione di ogni

procedura esecutiva nei confronti di Taraneh Rahimi, impedendo che venga data esecuzione alla

condanna capitale, e di garantire a entrambe le sorelle pieno accesso alla difesa e a un procedimento

conforme ai principi fondamentali del giusto processo.

2. Alle Autorità italiane, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alle

rappresentanze diplomatiche e consolari competenti, di attivare, nei limiti delle proprie prerogative,

ogni possibile canale diplomatico affinché la situazione delle due giovani donne venga sottoposta

all'attenzione delle autorità iraniane e degli organismi internazionali competenti.

3. Alle Istituzioni dell'Unione Europea, affinché la vicenda delle sorelle Rahimi venga inserita nell'azione diplomatica europea in materia di diritti umani e di contrasto alla pena di morte e affinché siano utilizzati tutti gli strumenti diplomatici disponibili per chiedere la sospensione dell'esecuzione e il rispetto delle garanzie fondamentali.

4. Agli organismi internazionali per la tutela dei diritti umani, affinché venga assicurato un costante monitoraggio della situazione delle due sorelle e siano richieste alle autorità iraniane informazioni trasparenti sulle condizioni della loro detenzione, sul procedimento giudiziario e sulle garanzie effettivamente riconosciute alla difesa.

5. Alla comunità internazionale, affinché non venga consentito che la pena capitale divenga uno strumento di intimidazione e repressione nei confronti di chi esercita pacificamente le proprie libertà fondamentali.

NON È SOLO LA STORIA DI DUE SORELLE

La vicenda di Taraneh e Romina non può essere considerata soltanto una drammatica vicenda giudiziaria individuale.

È anche una questione di tutela delle donne, di libertà fondamentali e di rispetto della dignità umana.

La violenza contro le donne non si manifesta esclusivamente nelle forme già conosciute della violenza domestica, sessuale, fisica o psicologica. Può manifestarsi anche attraverso la privazione arbitraria della libertà, la repressione, l'intimidazione, la tortura, il silenziamento e l'utilizzo della violenza istituzionale come strumento di controllo.

Ed è proprio per questo che il Gruppo di Lavoro Violenza di Genere di FIDAPA BPW Italy sente il dovere di intervenire.

La nostra voce non è contro un popolo. Non è contro una religione. Non è espressione di una posizione politica. È una voce per il diritto. È una voce per la vita. È una voce per la dignità. È una voce per quelle donne alle quali viene negata la possibilità di essere ascoltate.

UN APPELLO CHE NON PUÒ ATTENDERE

Chiediamo pertanto alle Istituzioni italiane ed europee e a tutti i soggetti diplomatici competenti di non lasciare cadere nel silenzio la vicenda di Taraneh e Romina Rahimi e di utilizzare ogni strumento di interlocuzione internazionale affinché sia scongiurata l'esecuzione della condanna capitale e siano assicurate alle due giovani donne tutte le garanzie riconosciute dal diritto internazionale.

Una condanna a morte è irreversibile.

Un errore giudiziario è irreparabile.

Una vita spezzata non può essere restituita.

Per questo chiediamo innanzitutto tempo, garanzie, trasparenza e giustizia.

FIDAPA BPW Italy, attraverso il Gruppo di Lavoro Nazionale Violenza di Genere, continuerà a

richiamare l'attenzione delle istituzioni e della società civile ogni volta che la dignità e i diritti fondamentali di una donna saranno minacciati.

Perché la nostra missione non può fermarsi ai confini nazionali.

I diritti delle donne sono diritti umani.

La libertà non ha confini.

La vita non è una pena.

--------------

Il Gruppo di Lavoro Violenza di Genere FIDAPA BPW ITALY

Avv. Monica Tascedda

Referente Nazionale

Avv. Silvia Calzolaro

Referente Distretto Nord Ovest

Prof.ssa Annamaria Poggioli

Referente Distretto Nord Est

Dr.ssa Daniela Palma

Referente Distretto Centro

Dr.ssa Alba Cianci

Referente Distretto Sud Ovest

Avv. Maria Rita Gentile

Referente Distretto Sud Est

Avv. Maria Piera Franco

Referente Distretto Sicilia

Avv. Alessandra Ferrara

Referente Distretto Sardegna

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