25 aprile

 


Usurpatori di libertà


Il tempo è galantuomo perchè rimette le stagioni della storia al loro posto. Sono passati 81 anni dal giorno in cui è stata proclamata la liberazione dell’Italia dal ventennio di tirannia nazifascista. Ricordi e dimenticanze si avvicendano a seconda delle convenienze. Sappiamo bene che le memorie sono altamente selettive. E’ infatti con gli occhi del presente che si intercetta e ricostruisce il passato per tentare di governare il futuro. In tutto ciò nulla di nuovo, se vogliamo citare il buon George Orwell nel noto romanzo distopico ‘1984’... ‘Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato’. In termini letterari Orwell descrive come la manipolazione della verità, della storia e della lingua servano a sostenere il potere assoluto.

Il tempo è galantuomo perchè mi ha concesso di accompagnare l’ anniversario della liberazione dalla dittatura, nel mio Paese di origine. Non accadeva da anni poichè, in questo giorno, mi trovavo a vivere nel Sud del mondo con altre date e avvenimenti da celebrare. Il noto proverbio italiano sopracitato indica la possibilità, offerta dal tempo, di rivelare la verità, rendere giustizia e aprire un futuro liberato per tutti. Il quadro dell’avvenimento è stata la città di Genova, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. Unico capoluogo italiano capace di liberarsi autonomamente dal dominio nazifascista il 25 aprile del 1945, prima dell’arrivo degli Alleati. L’insurrezione iniziò il 23 aprile e terminò con la resa del generale tedesco Gunther Meinhold. Unico caso di resa ai partigiani in Europa.

Il tempo è galantuomo perchè ci evidenzia le nostre quotidiane usurpazioni. Sappiamo che usurpare significa far proprio con la violenza o con la frode ciò che spetta legittimamente ad altri. Significa fregiarsi indegnamente di un titolo o ricoprire indegnamente un ufficio. Profittare di qualcosa che si è ottenuto senza effettivo merito. Anzitutto la dignità che abbiamo ereditato e tradito in questi ottant’anni di transito sedicente democratico. Secondo l'Articolo 3 della Costituzione italiana è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Abbiamo usurpato.

Il tempo è galantuomo perchè rimette le bandiere, gli stendardi e i gonfaloni al loro vento. Colori, scritte, immagini e allusioni a patrie che indicano appartenenza, accomunanza di destini e, non raramente, l’orizzonte militarizzato. Non si dimenticano i morti perchè sarebbe comme ucciderli una seconda volta. Ci vorrebbe il silenzio del quale solo i cimiteri e il dolore dei padri e delle madri custodiscono il segreto. L'Articolo 11 della Costituzione Italiana sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Promuove la pace e la giustizia tra le nazioni, consentendo limitazioni di sovranità necessarie a organizzazioni internazionali. Usurpatori siamo della verità di questa opzione.

Il tempo è galantuomo perchè offre spazi di giustizia, luoghi di redenzione e aperture a futuri differenti per tutti. Oggi è arrivato il giorno perchè sapessi e visitassi ciò che venne chiamato il ‘sotterraneo dei tormenti’. Di ritorno dalla manifestazione festosa, partecipata e, in fondo funzionale al potere attuale, ho scoperto ciò che molti in città ancora ignorano. All’interno della ‘Casa dello Studente’ in Corso Aldo Gastaldi, primo partigiano d’Italia, esiste una zona che il regime nazifascista aveva adibito a celle e torture per i dissidenti. Per anni questa parte dell’edifico era stata murata onde farne dimenticare l’esistenza, l’orrore e, per compiacenza del politicamente corretto, le complicità.

Come alla ‘Casa dello Studente’ si è ormai chiuso il tempo delle mistificazioni cosi si continui, altrove, quello delle insurrezioni con le sole mani nude da sventolare.


Mauro Armanino 

Genova, 25 aprile 2026



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