L'ASTRONAVE DEGLI DEI, in ricordo di EZIO BOSSO, di Renata Rusca Zargar

Nel 2016, ho avuto la fortuna di assistere a un concerto di Ezio Bosso a Verona, insieme con mia figlia Zarina e il suo fidanzato Simone.

https://youtu.be/KYZ4Oghbnrk

Avrei dovuto, in seguito, accompagnare anche l'altra figlia, Samina, e suo marito, Claudio, ma non siamo mai riusciti a trovare l'opportunità.


Ora, Ezio Bosso non c'è più. Per me è un grande dolore perché abbiamo perso una persona che non solo era un genio ma anche un esempio di vita, di coraggio, di profondità ed essenzialità.

https://www.raiplay.it/video/2020/05/RaiNews24---Ezio-Bosso-La-musica-non-si-puo-fermare-Siamo-nati-per-stare-insieme-17069a4e-7054-4588-8230-8c200ce64078.html


Ieri sera, la trasmissione di Rai3 che me lo faceva rivedere e risentire

https://www.raiplay.it/video/2019/06/La-Quinta-e-la-Settima-di-Beethoven---Che-storia-e-la-musica---Ezio-Bosso---09062019-e2413897-d56c-4d80-98ba-4305b60de3ac.html

mi ha ispirato un capitolo del mio romanzo "L'astronave degli Dei". Nel mio testo, infatti, la Terra sarà distrutta perché ormai completamente contaminata da inquinamento e virus ma gli Dei, Mahākāla e Vetali, salveranno per mezzo di un'astronave gli Esseri Umani che si erano opposti alla rovina dell'ambiente. Li porteranno sul Pianeta K2-18 b dove c'è l'acqua, anche se sotterranea. Essi dovranno ricostruire tutto e seminare ogni pianta per ricominciare. Solo, non avranno gli animali: essi dovranno riformarsi dalle acque come fu un tempo lontanissimo sulla Terra. Quello che segue è il brano che ho immaginato ieri sera, la nascita degli uccelli, spinti a librarsi in aria dalla Musica. Perché la musica arricchisce tutti i sentimenti e crea nuove emozioni.


LA NASCITA DEGLI UCCELLI


L'esistenza sul Pianeta K2-18 b, per gli Umani, era, ormai, abbastanza normale. La vegetazione si stendeva dappertutto nelle zone abitate che si erano allargate a vista d'occhio, mentre si erano formate molte nuove famiglie ed erano nati i figli. L'acqua saltellava azzurra tra i sassi che non erano più grigi e tristi come un tempo. La stella K2-18 brillava nel cielo. 

Al pomeriggio, i bambini, dopo i compiti, si riunivano per giocare. 

Vita, la prima nata di quel nuovo Pianeta, aveva già dieci anni. I suoi occhi erano azzurri come quelli della mamma Sara ma i capelli erano neri e ricci come quelli di papà Ahmad. Aveva imparato a suonare una trombetta che le era stata donata dalla Dea Vetali e, invece di proporre i soliti giochi ai compagni, aveva organizzato con loro un complessino musicale. Charles alla chitarra, David al fagotto, Amelie alla batteria e Raul all'arpa: insieme, cercavano di comporre un ritmo originale. 

-No, non va bene!  Riproviamo. - Vita era molto severa con sé stessa e i compagni perché voleva arrivare a una melodia che esprimesse tutta la bellezza che coglieva nel suo paese, la dolce armonia della natura. Gli alberi lasciavano frusciare le loro foglie, i fiori sembrava potessero parlare allungando il capo colorato tra l'erba, i raggi dorati della stella si infiltravano tra il verde, spandendo bagliori lucenti. 

-Forza, riproviamo, ci sarà un assolo di arpa e poi, attaccherai subito tu, David e, infine, gli altri. - 

Tutti erano d'accordo che quella musica dovesse riflettere la gioia di stare al mondo. 

-Hai ragione, Vita, questa musica deve esprimere quello che vediamo e sentiamo qui. Forse, non è molto diverso da quello che sentivano i nostri genitori sulla Terra, prima che fosse distrutta. 

-Mi ha raccontato la mamma e anche la nonna che la Terra era bellissima, tutta verde di foglie, cespugli, erbe, colorata di fiori meravigliosi, con alberi altissimi a toccare il cielo. 

-Sì, più alti di questi perché c'era voluto tanto tempo a crescere, ma lo stesso succederà anche qui. Gli alberi cresceranno insieme a noi. 

-Sì, era molto bella. 

-Sulla Terra, però, c'erano tanti animali, papà mi ha raccontato di buffe creature che loro chiamavano cani, gatti, cavalli… 

-Sì, l'hanno detto anche a me. La nonna aveva un cane. 

-Qui, ci sono solo  pesci nel fiume e lucertole e tartarughe sulla terra. 

-No, ci sono tanti piccoli animaletti nell'acqua, specialmente nel lago salato. 

-Certo, papà mi ha portato un giorno a vedere il lago. Era bellissimo! Grande grande, blu e verde, con le onde che sbattevano sulla riva… 

-Anch'io l'ho visto. Poi, la mamma mi ha fatto fare il bagno là dentro e, tutto intorno, nell'acqua, si muovevano tante bestioline piccole piccole e pure pesci. 

-La Terra, però, era diventata brutta e sporca, con tutto il fumo delle ciminiere, dei motori, delle foreste distrutte… 

-Mio nonno mi ha spiegato che l'aria era irrespirabile. 

-Tutti i campi erano inquinati da sostanze tossiche. 

-Per quello, infine, è esplosa! 

-E poi è precipitata nel Buco Nero! 

-Noi non dobbiamo, quando saremo adulti, ripetere le stesse cose qui. Dobbiamo conservare tutto pulito com'è ora. 

-Non faremo di certo gli stessi errori. Mahākāla ci aiuterà. 

-Sicurissimo! Noi non sbaglieremo mai. 

-Qui, è tutto troppo bello. Deve rimanere così. 

-Ecco, noi dobbiamo raccontare con le note tutto quello che c'è nel nostro cuore e nella nostra mente. - 

Il canto degli strumenti riprendeva e si alzava tra le fronde degli alberi, scendeva sulle rive scoscese del fiume, si allontanava tra i campi fertili, nel cielo azzurro. 

Improvvisamente, da terra, tra i cespugli, si era sentito un movimento confuso. Qualcosa sbatteva qua e là. I bambini, però, non avevano smesso di suonare. 

Infine, dagli arbusti si erano alzate delle nuove creature che loro non avevano mai visto. Si erano librate nell'aria e si erano posate sui rami degli alberi. Là, rimanevano in ascolto. 

Appena finita la musica, le nuove creature si erano alzate ancora, lasciando ogni appoggio, per volare nel cielo limpido. Allora avevano iniziato a cinguettare per manifestare, anche loro, la gioia. 

Erano nati gli uccelli. Dalla musica avevano preso il coraggio di trasformarsi e di esistere e, con i loro gorgheggi, sarebbero stati Musica per sempre. 

Commenti

  1. E' bellissimo, Renata. Tieni il RITMO! E se ti senti un po' sottotono, ripensa ancora e ancora e ancora al grande Ezio Bosso.
    Angela

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