IL PESO DEL CLERO NELLE RELIGIONI di Paolo D'Arpini
L'istituzione del clero nasce come forma di controllo dell'istituzione religiosa, ciò è soprattutto evidente in ambito cattolico. Il clero è composto da quella parte di sacerdoti che, nell'ambito della religione, ha un ruolo distinto e spesso direttivo ed anche ben retribuito. Che sia ben retribuito è ovvio in quanto rappresenta un "organo di controllo della fede", un po' come avviene per le istituzioni civili, funzionari e burocrati o le forze di polizia e dell'esercito, in uno stato. Nel Nuovo Testamento la parola "clero" compare già col significato di "parte eletta" dei fedeli.
Nella
Chiesa cattolica l'appartenenza al "clero" è
consentita esclusivamente agli uomini che hanno ricevuto il
sacramento dell'ordine nei suoi tre gradi: diaconato, presbiterato,
episcopato, non ne sono quindi incluse le suore e le monache. Questa
tra l'altro è una grande sperequazione e una forma di specismo
interno alla chiesa cattolica, in cui la donna viene
considerata elemento umano inferiore, non degna di assurgere al
sacerdozio e al sistema di "gestione" della fede e
delle strutture religiose e mondane del potere
ecclesiastico.
Sappiamo tutti che la posizione della
donna nella chiesa cattolica è di serie “b”, infatti solo i
maschi possono recitar messa, impartire i sacramenti, svolgere
funzioni sacerdotali ed essere nominati vescovi, cardinali e papi.
Le
donne possono solo occuparsi di penitenze e lavori sporchi (con vari
esempi dalla Perpetua alla madre Teresa di Calcutta). Recentemente
nella chiesa anglicana è stato inserito un concetto di parità fra
i sessi concedendo alle donne di accedere alla carica vescovile ma
difficilmente l’esempio potrà essere seguito dal vaticano per la
sua nota posizione dispregiatrice delle donne.
Ma
torniamo al significato e funzione del clero.
Il termine
"clero" viene dal greco κληρος (che viene a
sua volta da κλάω = spezzare, distruggere, rompere). Dal primo
significato di "sorte", passò ad indicare la trasmissione
di "eredità" (come avveniva in India per la casta
dei bramini). Ma nella Grecia antica l'esercizio religioso e
sacerdotale non era così codificato e non aveva la funzione
di gestione della fede come nelle fedi monolatriche successive.
La
religione greca potrebbe essere senz'altro definita come una
religione senza sacerdoti confermati. Afferma lo studioso
Walter Burkert nel suo "La religione greca", che
non esisteva un ceto sacerdotale come gruppo chiuso, con una
tradizione, educazione, consacrazione e gerarchie fisse; persino nei
culti più consolidati non esisteva una "dottrina",
disciplina, ma solo un "costume", nómos.
Ancora
più preciso è Jules Labarbe in "Religioni della
Grecia", in cui dice che la Grecia ignorava caste sacerdotali e
clero; i suoi sacerdoti non svolgevano le loro funzioni a vita,
salvo eccezione, ma durante un periodo determinato, spesso di un
anno. Senza aver ricevuto una formazione particolare, erano, secondo
i casi, designati per estrazione a sorte, o per elezione, o su
raccomandazione di un oracolo.
In realtà le società
antiche, prima che prendesse il sopravvento la fede cristiana,
vivevano nel simbolico e recepivano il messaggio dall’esterno,
dalla Vita, dagli astri, attraverso l’interpretazione emblematica
ed il sillogismo. D’altronde, tale simbolismo è rimasto come
elemento portante anche nel cristianesimo degli inizi, stante il
fatto che questa religione ha sovrapposto le sue feste a quelle
pagane. Ciò è avvenuto per ragione di potere. In tal modo i
sacerdoti cristiani si sovrapponevano con facilità a quelli pagani,
spesso assassinati, per celebrare feste che comunque il popolo
avrebbe festeggiato.
Vediamo ora come viene organizzato
il clero nelle altre due religioni monolatriche. Nell'ebraismo
classico la casta sacerdotale era composta dai Kohanim e dai
Leviti. A loro era assegnato il compito di gestire le offerte sacre
all'interno del Tempio di Gerusalemme. La dinastia sacerdotale
composta dai Kohanim e dai Leviti era assegnato il compito di
gestire le offerte sacre nel Tempio di Gerusalemme. Nell'antichità
esisteva un Sinedrio di 70 anziani che aveva potere decisionale
sulle norme comportamentali, ma tale pratica è diventata
troppo complessa per essere oggi applicata. Nelle sinagoghe moderne
e nelle scuole di ogni ordine e grado sono presenti dei rabbini e
dei cantori ma non esiste una gerarchia rabbinica se non
quella necessaria al coordinamento delle azioni dei diversi
maestri.
Nella religione dell'Islam sunnita non
esiste un clero vero e proprio: il ruolo direttivo in ambito
religioso è svolto dagli esperti di diritto (fuqahā' e ulamā'),
mentre la presidenza della preghiera comune e la predicazione sono
affidate agli Imam. Fra gli Sciiti, invece, esiste un clero i cui
membri vengono chiamati Ayatollah ("segno di Dio").
Un'ultima
annotazione sul clero cristiano protestante. La Chiesa
anglicana ha un'impostazione simile a quella cattolica. Nella Chiesa
anglicana, a differenza sia di quella cattolica che di quella
ortodossa, i vescovi possono essere sposati. Nel luteranesimo
vi è una certa varietà di prassi, il clero è
strutturato come quello cattolico, con i vescovi a capo delle
diocesi, anche se non è previsto il celibato per pastori e vescovi.
Paolo D'Arpini
Comitato per la Spiritualità Laica
Fonte: https://bioregionalismo.blogspot.com/2025/06/il-peso-del-clero-nelle-religioni.html

Commenti
Posta un commento