LINEE E FORME DI TERRA E DI METALLO fino al 28 agosto al PRIAMAR, Savona

Mostra a Savona, Fortezza del Priamar, 

P.Articelle fino al 28 agosto, orario 17-21

Per andare alle cellette del Priamar, a Savona, bisogna imboccare la salitina dalla via Aurelia, mentre si scorgono e si oltrepassano i resti di altre epoche, che rimangono in basso. Così, ci si avvicina alla grande fortezza, un po’ troppo importante per la nostra piccola e anziana città.



A metà percorso, si trovano le cellette, oggi chiamate P.articelle, perché si è pensato di inserire le arti nelle celle, come ad esempio, esibizioni, restauro e molto altro.

Eccola, infine, la mostra, “Linee e forme di terra e di metallo”, di Vanna Varnero (http://www.vannavarnero.com/) e Marco Bennati. L’esposizione è stata inaugurata il 4 luglio e avrebbe dovuto concludersi il 21 luglio ma è stata prorogata fino al 28 agosto, con orario dalle 17 alle 21, perché ha riscosso notevole successo.

Non è facile che i savonesi salgano al Priamar, in fondo è rimasta la fortezza eretta a nostro dispetto dai genovesi che ci avevano pure interrato il porto. Lo fanno solo, stundai come sono, se ne vale la pena.


Di terra e di metallo è la terra che viene sorretta e aiutata dal metallo per riconfermare linee e forme, in un connubio di bellezza e di solidarietà di cui abbiamo bisogno. Oggi, infatti, è ancora più vitale la necessità di arte, di metafore, di simboli, di speranze, per superare la tragedia della pandemia.

Così, alla ricerca di emozioni che aiutino a vivere, mi sono lasciata affascinare dai lavori di Vanna. È evidente che le interessa la Terra sia come argilla che come pianeta. Lo si capisce dal significato dei piatti, o dalla bomba d’acqua che ha l’aspetto della bomba chiusa da un rubinetto: si potrà fermare questa continua distruzione dell’ambiente? Vicino agli innaffiatoi, ha scritto, poi: “piccoli esorcismi per grandi eventi”.


Mi sono soffermata davanti alla parete dove alcune palle di ceramica sono appoggiate su una linea ondulata di metallo che va verso l’infinito: forse, siamo noi stessi, che ci perdiamo nell’eternità del tutto, o forse, è l’intero universo…

Poi, ancora, la trottola, il meraviglioso pianeta, ultimo Eden, di colore blu…


Il metallo di Marco Bennati, artista del ferro, dunque, regge e accompagna le forme di Vanna, che sono a tratti lineari e geometriche oppure soffiate, increspate, ingarbugliate, arricciate, arruffate, un po’ come la nostra vita.

Insomma, l’arte serve per far riflettere oltre che per farci gustare la sua bellezza. In fondo, poi, quando si riflette si è felici perché si rafforza la coscienza che la nostra più immensa ricchezza sia la ragione (che procede e si fonda sulle emozioni).

Certo, fa caldo, bisogna salire, ma per riprenderci un po’ di umanità ne vale davvero la pena.


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