RISCIÒ a Nizza

Parecchi anni fa, quando sono andata in India, ho scoperto di potermi spostare, a Delhi, con dei mezzi molto particolari. 
Oltre a bus, taxi, risciò a motore (una specie di moto con dei sedili coperti dietro), c'erano delle biciclette che trainavano un sedile per più persone, praticamente un calesse a trazione umana.
Mi ricordo che, dal punto di vista morale, ci si chiedeva, allora, se fosse giusto farsi portare da quei poverini, magri, dal camice consunto, che si vedeva quanto si sforzassero per pigiare sui pedali e trascinare esseri umani infinitamente più fortunati di loro.
L'alternativa era non usare quel mezzo, considerando, però, che quelle persone, che spesso avevano solo il calesse anche come abitazione, potevano sopravvivere esclusivamente con quel lavoro.
Ognuno, dunque, decideva liberamente cosa fosse più accettabile per sé: rivolgersi o no a uno dei tanti risciò che stazionavano speranzosi di un cliente per poter mangiare qualcosa. 
A Nizza, mi sono molto stupita di vedere dei risciò. Certamente, molto più eleganti di quelli indiani, coperti anche sulla parte del conducente che si presentava adeguatamente vestito.
Niente a che vedere con quell'umanità diseredata di Delhi, con una bassissima speranza di vita. 
Mi sono meravigliata, però, di trovare ancora degli esseri umani che pedalano per portare altri a conoscere le bellezze della città, una guida turistica a trazione umana. 
Non so se, oggi, qualcuno solleva una questione morale. 
Forse, oggi, la morale non è più attuale.

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