martedì 26 giugno 2018

IL GIARDINO


IL  GIARDINO


Vista da fuori, questa nostra Terra deve sembrare un grande CAMPO di CONCENTRAMENTO.

( Può darsi che quest’idea non venga proprio da fuori, visto che noi stessi, di nostro sbuzzo, di 

  campi di concentramento ne abbiamo creati e continuiamo a farlo ).

Milioni e Milioni di persone circoscritte in un mondo-isola.

Va bene, adattiamoci a questo sguardo.

Ci è impedito di andarcene? Restiamo.

E facciamo un Giardino.

Fra noi, che ci conosciamo, che anche se non siamo vicini ma veniamo tutti da molto lontano, insieme ci sentiamo bene.

Facciamo crescere questo Giardino con fiori e frutta, in mezzo al verde della terra e sotto alberi verdi.

Viene gente da noi che ha una gran voglia di Giardino. Insieme lavoriamo a ingrandirlo così ci stanno tutti quelli che arrivano.

Lo sguardo, dall’alto, ci trova, ci mette a fuoco. Ci vede bene, ci vede bravi, ci vede quieti.

E decide di dare un nome al

                                                           GIARDINO

dove quelli che ci stanno, ci stanno bene insieme.

Lo dice, lo dichiara, ci chiama a raccolta tutti quanti.

E’ un grande riconoscimento.

Mi allontano piano durante i festeggiamenti.

<< E tu?  Dove vai tu?  DOVE  VAI  TU ? >>

“ Espatrio. Vado a costruire un altro Giardino. Un Giardino solo non mi basta “

Firmato:  Un Giardiniere.

lunedì 25 giugno 2018

TRA I 10-20 MILIONI DI TONNELLATE DI PLASTICA FINISCONO OGNI ANNO NEGLI OCEANI

Il 95% dei rifiuti del Mediterraneo è composto da plastica

Leggi il nostro nuovo report
"Mediterraneo in trappola Come salvare il mare dalla plastica"
Mediterraneo in trappolaTra i 10-20 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno negli oceani del Pianeta, provocando oltre 13 miliardi di dollari l’anno di danni agli ecosistemi marini. 
L’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo dopo la Cina e riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e 130 mila tonnellate di microplastiche. 
Alle 5 “isole di plastica” oceaniche - due nel Pacifico, due nell’Atlantico e una nell’oceano Indiano – in cui si accumula la maggioranza dei rifiuti di plastica, si aggiunge il Mar Mediterraneo, classificato come la sesta grande zona di accumulo di rifiuti plastici al mondo. In questo mare, che rappresenta solo l’1% delle acque mondiali, si concentra il 7% della microplastica globale, creando una vera e propria “zuppa di plastica” .
 Il consumo della plastica in Italia
Ogni anno gli italiani utilizzano solo di imballaggi circa 2,1 milioni di tonnellate di plastica, i secondi maggiori consumatori dopo i tedeschi, di cui solo il 41% viene poi riciclato. In Italia il riciclo della plastica è infatti limitato esclusivamente agli imballaggi e l’obiettivo previsto dalla normativa ambientale del Paese è il 26%.
32 milioni di bottiglie di acqua minerale vengono utilizzate ogni giorno in Italia che, con i suoi 178 litri a persona l’anno, è il maggiore consumatore di acqua in bottiglia in Europa e tra i primi al mondo.

2,1 Milioni di tonnellate di imballaggi in plastica consumati ogni anno in Italia e solo il 22% è riciclato!


La maggior parte delle plastiche non si biodegrada in alcun modo, tutta quella dispersa in natura vi resterà per centinaia
o migliaia di anni.


Plastica e specie

Oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica marina è dovuto alla plastica. A livello globale, sono circa 700 le specie marine minacciate dalla plastica, di queste il 17% sono elencate come “minacciate” o “in pericolo critico” di estinzione da IUCN, tra cui  la foca monaca delle Hawaii, la tartaruga Caretta caretta e la berta grigia. Intrappolamento, ingestione, contaminazione e trasporto di specie aliene sono i modi principali con cui la plastica mette a rischio le specie in mare .
Le specie marine ingeriscono plastica intenzionalmente, accidentalmente o in maniera indiretta, nutrendosi di prede che a loro volta avevano mangiato plastica.
Nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini.

Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco .

Nel mondo 700 specie marine sono minacciate dalla plastica!

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sabato 23 giugno 2018

UNA SERATA PRIMA DELLA GUERRA


             UNA  SERATA  PRIMA  DELLA  GUERRA



E’ tutta sera che nel parco pubblico intorno casa un’orchestrina suona piano e dolcemente musiche d’anteguerra. La gente balla sul prato illuminato.



Mi è subito venuto in mente mio padre, classe 1917, grande ballerino e poi bancario.

E mia madre, classe 1922, diplomata maestra e poi bancaria, che non ballava affatto.

Non si erano ancora conosciuti. S’incontrarono, appunto, in banca.


Le melodie dal prato cambiano come risalendo adagio il tempo. Poco fa siamo arrivati al 1939 con l’effetto speciale di un grosso aereo che si sposta lento in alto nel cielo e nel buio.

Firmato:  Il Vs. Poeta senza Tempo.

venerdì 22 giugno 2018

da TERRELIBERE.ORG: AISHA, 8 ANNI, CONTRO L'ITALIA


Lampedusa. Aisha, 8 anni, contro l’Italia

27 maggio 2018



Arriva alla Corte europea la denuncia di una famiglia tunisina. I loro diritti sono stati violati dall’Italia. Ancora una volta nel famigerato hotspot




In pochi giorni Aisha è svenuta per la fame e la sete in una barca alla deriva partita da Sfax; ha visto un balordo provare a stuprare la madre davanti ai suoi occhi; ha subito un colpo all’addome durante una violenta carica della polizia italiana. Vive in uno stato di paura costante che la porta a perdere i sensi.

Adesso è il tempo del risarcimento. In questi giorni il suo caso arriva a Strasburgo presso la Corte europea dei diritti umani. Da un lato una bambina tunisina di otto anni e la madre. Dall’altro​,​ il governo italiano.

“Eravamo in 40 su una barca e ci siamo persi”, racconta la madre. “Abbiamo incontrato un peschereccio. Gli abbiamo chiesto di riportarci in Tunisia. I pescatori hanno rifiutato”. Tre giorni senza mangiare e bere. Poi una luce in lontananza e altre nove ore per arrivare alla salvezza, cioè l’isola di Lampedusa. Sono le due di notte del 15 febbraio. Aisha sviene e viene portata via in ambulanza.

Squallido e trasandato


La famiglia vuole chiedere asilo. Ma non può. “Per tutto il tempo della permanenza non hanno ricevuto alcun documento attestante la ricezione della domanda di protezione”, dice Giulia Crescini, legale della famiglia.

Una donna e una bambina di otto anni sono sicuramente figure vulnerabili. Invece rimangono nell’hotspot. Insieme a tutti gli altri. Il “Garante nazionale dei diritti delle persone detenute” – una istituzione dello Stato – parla di un luogo “squallido e trasandato”. Ci sono poliziotti e cani lupo sciolti nel cortile, materassi di gommapiuma sporchi. L’acqua calda? Un’ora al giorno. E di notte nei bagni non c’è neanche quella fredda. Al mattino i liquami si accumulano  nei bagni, “a pochi metri dalla stanza dei materassi”. Senza porte tra dormitori e gabinetti.

Tutti vogliono andare via. Alcuni per farlo ricorrono a mezzi estremi. Uno si cuce le braccia col filo spinato, un altro ingoia una lametta.

Nel centro si parla ancora di W. Si è suicidato un mese prima. Trattenuto per due mesi, aveva ricevuto l’ordine surreale di lasciare l’Italia. Era affetto da disagio psichico, aveva bisogno di farmaci non disponibili sull’isola. Avrebbe meritato una protezione umanitaria.

Si può discutere di tutto, ma di certo non è un luogo adatto a una bambina che porta ancora i segni della traversata in mare. Invece madre e figlia dormono in un corridoio. Insieme agli uomini.

Una notte, Aisha vede qualcuno che si avvicina alla madre. La molesta, poi prova a violentarla. Solo le urla della donna richiamano il compagno, che impedisce l’abuso. Non ci sono poliziotti. Aisha cade in preda a un attacco di panico. Sviene. Per due ore rimane priva di sensi.

L’incendio


“Un poliziotto spingeva e picchiava con il manganello chi era in fila per prendere il pasto, senza motivo”. Un gruppo, stanco, chiede di andare via. “Mentre questi parlavano con la sicurezza, tre migranti rimangono indietro e danno fuoco a una stanza”, raccontano gli attivisti della campagna “Lasciatecientrare”.

L’8 marzo tutto precipita. “Si è creato panico diffuso e gli addetti alla sicurezza hanno tenuto i manganelli in mano, contribuendo a diffondere ancor più panico tra la gente che ha iniziato a correre da tutte le parti, mentre la polizia, in assetto antisommossa, ha iniziato violente cariche. Alcuni sono riusciti ad uscire dal cancello principale, altri sono usciti da un buco presente nella recinzione. Altri ancora sono rimasti bloccati e schiacciati all’ingresso”.

“Le autorità di polizia hanno risposto con la forza picchiando indiscriminatamente uomini, donne, bambini”, denuncia Crescini. Un colpo di manganello raggiunge Aisha all’addome. La bambina finisce al pronto soccorso. Sul lettino, urla disperata. “Me lo dai questo video?”, dice qualcuno non identificato a chi sta riprendendo la scena.

Intanto le fiamme hanno definitivamente peggiorato le condizioni del centro rendendolo inagibile. Ma per Aisha e la famiglia c’è ancora una settimana da passare nel centro semi-incenerito.
Segni di percosse.

Il morso


“Io sono stato picchiato tante volte dalla polizia e dagli altri maggiorenni. Anche un cane della polizia mi ha morso e i poliziotti ridevano mentre mi mordeva e non facevano nulla”. Ahmed è un minore intervistato dagli attivisti di Cidl, Asgi e Indiewatch, le associazioni che hanno prodotto un dossier su quello che è successo a Lampedusa in questi mesi.

“Sono quotidiani i pestaggi degli ospiti, le perquisizioni arbitrarie e le minacce”, dicono i legali.

La storia è sempre la stessa da anni. Lampedusa è una pentola a pressione. Se si usa il centro come hub per le espulsioni, con trattenimenti a tempo indeterminato. Prima o poi esplode.

I migranti dovrebbero rimanere al massimo 48 ore. Ma ci sono trattenimenti di mesi. È “reclusione senza reato”. E da quando è diventato un hotspot, secondo il modello europeo, tutto è peggiorato.

Gente che non ha diritto


Quando arrivano a Lampedusa, i tunisini non possono chiedere asilo, come vuole il diritto internazionale. Al massimo possono “manifestarne la volontà”. Compilare il modello C3 è praticamente impossibile. Vengono considerati “migranti economici”, gente da rispedire a casa.

L’asilo ai tunisini romperebbe l’unica catena di montaggio che funziona, insieme a quella con l’Egitto. La catena delle espulsioni, di cui ogni governo ha voglia di vantarsi.

Sono i vecchi accordi stipulati con Ben Alì e Mubarak. Trattati non come dittatori sanguinari, ma interlocutori alla testa di paesi sicuri. Paesi in cui rispedire chiunque, in base alla nazionalità, senza considerare la storia individuale, senza ascoltare cosa ha da dire.

Il caso di Aisha è esemplare. La madre si separa dal marito – situazione problematica in Tunisia – ha un nuovo compagno e vuole dare alla figlia un futuro migliore. Denuncia l’ex marito per violenze e parte per l’Italia. Pensava di affrontare soltanto il mare, non una fortezza.

Chiuso / aperto


“Mi hanno dato un libretto dove c’erano scritti i miei diritti, ma secondo me è una barzelletta, perché te li fanno vedere, ma se chiedi i diritti ti picchiano”, dice ancora un tunisino.

Nell’isola, in vista della stagione estiva, si alzano voci allarmate. I “clandestini” allontanano i turisti. Secondo “La Stampa”, ci sarebbe un patto per non allarmare Lampedusa alla vigilia della stagione turistica: i migranti sono stati “scoraggiati” a girare per le strade.

È un dibattito che si trascina sempre uguale da anni. Anche lo status “aperto/chiuso” è una costante. Il 13 marzo scorso il ministero dell’Interno aveva annunciato un “progressivo e veloce svuotamento” in vista dei lavori di ristrutturazione. Ma al prossimo sbarco, Lampedusa rischia di riproporre la solita galleria degli orrori. Perché non è e non sarà mai un’isola-prigione.

giovedì 21 giugno 2018

A VOI GIOVANI: SE NO, GRIDERANNO LE PIETRE!, di Alex Zanotelli

“Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili-tante volte corrotti-stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: ‘Voi griderete?’ Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre.” E’ con queste parole che Papa Francesco sfidò i giovani presenti in Piazza S. Pietro il 26 marzo, per la Giornata Mondiale dei giovani. Quasi contemporaneamente a questo appello di Papa Francesco rispondevano milioni di giovani e giovanissimi americani scendendo in piazza, con la scritta “ Never Again”(Mai più !) ,in ottocento città americane (a Washington erano ottocentomila!) per dire ‘No alle armi’, armi che uccidono negli USA migliaia di ragazzi.
E con un chiaro impegno politico di mandare a casa, nelle prossime elezioni di novembre, tutti quei deputati e senatori che appoggiano la potente lobby delle armi, la NRA .Una straordinaria reazione nell’America di Trump! Mentre noi italiani “anziani e responsabili” stiamo in silenzio davanti alla follia degli armamenti, delle guerre, del razzismo e della distruzione del Pianeta. Almeno voi giovani italiani avrete il coraggio di urlare e di gridare ?L’Istituto SIPRI di Stoccolma ha rivelato che nel 2017 , a livello mondiale, abbiamo investito in armi ben 1.739 miliardi di dollari , pari a 4.5 miliardi al giorno. Il nostro paese, l’anno scorso ha speso in armi 26 miliardi di euro, pari a 70 milioni di euro al giorno. E nel 2017 l’Italia ha esportato armi pesanti per oltre dieci miliardi di euro. Armi e bombe vendute , per esempio, all’Arabia Saudita con cui bombarda lo Yemen , ma vendute al Qatar e agli Emirati arabi, che le usano per finanziare i gruppi jihadisti e qaedisti(Tutto questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo di vendere armi a paesi in guerra o che violano i diritti umani! ) . Abbiamo assistito in silenzio al massacro dei palestinesi a Gaza da parte di Israele, armato fino ai denti anche con armi nucleari. E la corsa al nucleare è sempre più intensa nonostante il Trattato per la Proibizione delle armi nucleari (2017) che il governo italiano non ha firmato. Gli USA da soli, investiranno nei prossimi decenni mille miliardi di dollari per modernizzare le proprie armi atomiche . Queste armi atomiche (“illegali, immorali e illogiche” secondo Papa Francesco) stanno portando il mondo sull’orlo del baratro di una guerra nucleare. Ma non meno grave è la corsa alle armi convenzionali sempre più sofisticate che portano a sempre nuove e spaventose guerre dalla Siria all’ Afghanistan, dallo Yemen all’Ucraina, dalla Somalia al Congo, dal Sud Sudan al Mali, dal Centrafrica alla Libia, dal Sudan alla Nigeria. E’ l’Africa oggi il continente più infestato da guerre e questo proprio per la sua ricchezza soprattutto mineraria. La conseguenza di queste guerre sono i rifugiati che arrivano sulle nostre spiagge chiedendo asilo e che noi respingiamo.
L’Europa, la patria dei diritti umani, ha infatti dato sei miliardi a Erdogan per bloccare in Turchia chi fugge dalla Siria o dall’Afghanistan ed ha spinto l’Italia a fare un accordo con l’uomo forte di Tripoli, El Serraj, per bloccare nell’inferno libico un milione di rifugiati, torturati e stuprati. L’Europa ha già sulla coscienza oltre 50.000 migranti sepolti nel Mediterraneo. Ora il portavoce del nuovo governo, il ministro degli Interni, Salvini, urla:”Basta ONG nel Mediterraneo per salvare i naufraghi”, e nessun “ vice-scafista deve attraccare nei porti italiani.” E vuole espellere dall’Italia 500.000 irregolari.E’ il trionfo del razzismo, della xenofobia e non solo in Italia, ma anche in Polonia, in Ungheria, in Croazia, in Austria. E non solo a parole, ma con muri, con filo spinato e barriere metalliche con lama di rasoio. Il vecchio continente ha perso la sua umanità!I nostri nipoti diranno di noi quello che noi oggi diciamo dei nazisti . E’ la nostra Shoah! Il tutto nell’indifferenza e nel silenzio di noi “anziani e responsabili”. La mia generazione, quella nata dalla II Guerra Mondiale e vissuta fino a oggi, sarà tra le generazioni più maledette della storia umana, perché nessuna altra generazione ha talmente violentato il Pianeta Terra come l’abbiamo fatto noi. Vi consegniamo un mondo malato, ora tocca a voi giovani! Tocca a voi, giovani, gridare , urlare, protestare contro un sistema economico-finanziario che impoverisce e affama così tante persone e che violenta il Pianeta Terra,contro la follia degli enormi investimenti in armi che portano a sempre nuove guerre, contro questa onda xenofoba e razzista che mina la UE e il nostro paese. Noi anziani e corrotti abbiamo fatto questo disastro. Ora tocca a voi giovani! “Per favore, decidetevi, prima che gridino le pietre!”
Alex Zanotelli
Napoli, 20 giugno 2018

lunedì 18 giugno 2018

DEPOSIZIONI, 14 giugno - 15 luglio, Vercelli

DEPOSIZIONI
Evento collaterale alla mostra
“Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”

Inaugurazione 14 giugno 2018 ore 18:00
14 giugno | 15 luglio
In occasione dell’importante mostra “il rinascimento di Gaudenzio Ferrari”, Varallo | Vercelli | Novara - 24 marzo | 1 luglio 2018, StudioDieci propone un dialogo intimo e strettamente personale tra il fare e sentire che contraddistingue l'arte contemporanea e il lascito culturale del grande maestro che proprio da queste terre miste d'acqua e alture ha intrapreso il proprio percorso. 
Deposizioni è l'insieme delle dichiarazioni di chi, cresciuto sulle medesime terre e confini limitrofi, ha saputo raccogliere gli insegnamenti lasciati da Ferrari, aggiungendo un tassello in più a quel filo rosso che è l’Arte; filo che tiene insieme e permette il susseguirsi delle epoche storiche. Un susseguirsi di discendenze culturali dove il concetto di “contemporaneità” è in stretta correlazione al tempo che ha visto nascere quelle storie depositate nelle immagini attraverso i colori e la materia e non un titolo esclusivo dell’oggi che stiamo vivendo.
Il centro culturale vercellese, da sempre attento a seguire e a contribuire il susseguirsi di questa incalzante cucitura, apre le sue sale affinché gli artisti invitati possano deporre la propria indagine e derivazione tra i vasi comunicanti del sapere e del “nostro” contemporaneo. Deposizioni giudiziarie, Deposizioni d’intenti, Deposizioni che non necessariamente devono essere sepolcrali, ma vere dichiarazioni d'artista nei confronti  e a favore della Cultura. Questa mostra non vuole essere una rivisitazione di opere già “complete” e “perfette”, ma un omaggio a quel filo rosso che ancora oggi, su quelle terre miste d’acqua e alture, ha la possibilità di dirsi tessendo storie sempre nuove. 

Artisti coinvolti. 

Edoardo Casetto
Carla Crosio
Valentina De Luca
Giò Gagliano
Roberto Gianinetti
Margherita Levo Rosenberg 
Laura Mazzeri
Diego Pasqualin
Arturo Putrino
Ornella Rovera
Sara Testa
Beatrice Vecchio
Isabella Vitti
Margherita Levo Rosenberg: RACCONTI DI SPINE, x-ray films, cm.78x50x20 approx., 2018

UOMINI E NO


venerdì 15 giugno 2018

RAZZISMO: UNA SANTA COLLERA di padre Alex Zanotelli


L’onda nera del razzismo e della xenofobia che sta dilagando in Europa, dall’Ungheria all’Austria, dalla Polonia alla Slovenia travolge oggi anche il nostro paese. Il volto più noto di questo razzismo nostrano è certamente Salvini, segretario della Lega e oggi Ministro degli Interni nel nuovo governo giallo-verde. (Non dimentichiamoci che Salvini è consigliato da Bannon, ex-consigliere di Trump e portabandiere dell’ultra destra sovranista mondiale!). E in queste prime settimane di governo giallo-verde, Salvini ha subito rivelato la sua strategia politica con degli slogan che fanno paura. “E’ finita la pacchia dei migranti”, i clandestini devono fare le valigie, se ne devono andare”, “ nessun vice-scafista deve attraccare nei porti italiani”, “siamo sotto attacco e chiediamo alla NATO di difendersi dai migranti e terroristi,” “l’Italia non può essere il campo profughi d’Europa.” Pesante l’attacco contro la Tunisia come paese “ esportatore di galeotti.” La politica leghista vuole creare “più centri di espulsione” per sbarazzarsi di 500.000 irregolari rimandandoli ai loro paesi. Pesanti le parole del Ministro degli Interni contro il sindaco Mimmo Lucano che ha fatto rifiorire il paese di Riace (Calabria) accogliendo migranti: “ E’ lo zero!” Altrettanto dura la politica del Ministro degli Interni contro i Rom :vuole smantellare i loro campi con le ruspe e attuare quanto concordato nel “contratto” di governo :”l’obbligo della frequenza scolastica, pena la perdita della responsabilità e potestà genitoriale.” Siamo alle Leggi speciali per i Rom? Inoltre egli promette il pugno duro per la sicurezza e il decoro urbano, a spese dei senza fissa dimora, dei poveri, degli ultimi.E il Segretario della Lega è passato subito dalle parole ai fatti con il rifiuto alla nave “Acquarius”, che portava oltre 600 migranti, di attraccare ai porti italiani. Un atto vergognoso giocato sulla pelle dei poveri, ma anche illegale perché viola la nostra Costituzione e i trattati internazionali firmati dall’Italia “sulla ricerca e salvataggio marittimo”. E’ ormai Salvini che impazza a tutto campo, mentre i Cinque Stelle sono già prigionieri del campo di forza della Lega che ha sempre più consensi alla base e riceve gli elogi di Bannon e di Marine Le Pen e del gruppo di Visegrad. Dobbiamo riconoscerlo: siamo davanti a un “razzismo di Stato” preparato in questo ventennio da leggi come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, i decreti Maroni , la realpolitik di Minniti e da un crescente razzismo degli italiani. E’ un fenomeno questo che ci interpella tutti: società civile, cittadinanza attiva, movimenti popolari, chiese, comunità cristiane. Come missionario mi appello per primo alla Chiesa italiana perché faccia un serio esame di coscienza cercando di capire quanto i cristiani abbiano contribuito a questo disastro. E’ mai possibile che le nostre comunità abbiano dimenticato quelle parole così chiare di Gesù:” Ero affamato….,ero assetato…, ero forestiero….e non mi avete accolto”? Non è forse questo il momento più opportuno per aprire le nostre comunità ad accogliere coloro che sono minacciati di espulsione? A che cosa servono i conventi o le case religiose se non ad accogliere coloro che la società opulenta non vuole? Dovrebbe farci pensare che negli USA tante chiese e comunità cristiane si siano dichiarate “sanctuary”, luoghi di rifugio per coloro che Trump (altro razzista!) ha deciso di deportare ai loro paesi dove rischiano la vita! Non è forse il momento in cui lanciare il “Sanctuary movement” anche in Italia per salvare tanti migranti da morte sicura? E’ mai possibile che negli USA lo stato della California si sia dichiarato “santuario” per gli irregolari che Trump vuole espellere e in Italia nessuna comunità cristiana ancora abbia fatto un tale passo? Mi appello alla cittadinanza attiva di questo paese perché in fretta crei gli anticorpi per reagire al fascio-leghismo nostrano. E’ fondamentale imbroccare seriamente la strada della disobbedienza civile per tutte quelle leggi che disumanizzano i nostri fratelli e disumanizzano anche noi. “Una legge che degrada la personalità umana è ingiusta”- così scriveva dal carcere di Birmingham, Martin Luther King. “ I primi cristiani si rallegravano per essere considerati degni di soffrire per quello in cui credevano- scriveva sempre dal carcere Martin Luther King. Allora la chiesa non era un semplice termometro che misurava le idee e i principi dell’opinione pubblica: era un termostato che trasformava il costume della società. Quando i primi cristiani entravano in una città, le autorità si allarmavano e subito cercavano di imprigionare i cristiani perché “disturbavano l’ordine pubblico” ed erano “agitatori venuti da fuori”. Ma i cristiani non cedettero , chiamati ad obbedire a Dio e non agli uomini”. E’ questo lo spirito che deve ritornare ad animare le comunità cristiane per poter sconfiggere, insieme a tanti uomini di buona volontà, l’onda nera del razzismo e xenofobia che ci sta travolgendo. Dobbiamo farlo insieme, credenti e laici, memori di quanto afferma il danese Kaj Munk, pastore luterano anti-nazista, ucciso come un cane nel 1944:”Quello che a noi manca è una Santa collera!
Napoli,15 giugno 2018
Alex Zanotelli


giovedì 14 giugno 2018

COMUNICATO di SENONORAQUANDO Genova

COMUNICATO  11/06/2018

Senonoraquando Genova esprime con chiarezza e determinazione la propria distanza da questo Governo, che, senza vergogna, dichiara come suo unico modello di riferimento quello dell’uomo bianco, appartenente a una etnia precisa, autoritario, che in nome della tutela del patrimonio nazionale si arroga il diritto di considerare le cittadine e i cittadini come sudditi. Un Governo che nei confronti delle donne sta dimostrando, già dalle prime battute, di agire con modalità paternalistiche, dirigendosi verso una deriva antifemminista e retrograda che  appare lampante sia nella nomina di appena cinque donne Ministre, di cui tre senza portafoglio, sia nel contratto che sancisce l’alleanza tra Lega e 5 stelle, in cui la parola “donna” appare una sola volta, sia ancora nella  denominazione di un Ministero denominato “Famiglia e disabilità” che lascia sottintendere l’idea che lo Stato possa sgravarsi da un welfare della cura, confinandola nel privato e addossandone il peso sulla schiena delle famiglie e, quindi, soprattutto sulle donne.
Il nostro Movimento vigilerà affinché i diritti e le conquiste del mondo femminile vengano salvaguardati e non messi in pericolo e invita tutte le cittadine e i cittadini che condividono questi pensieri a fare altrettanto.
Se non ora, quando?

Lorenzo Fontana, il ministro della Famiglia ultracattolico che strizza l'occhio ai nazifascisti


È considerato "il più a destra" del governo Conte. "Veronese e cattolico" come si presenta su Twitter, è accumulatore di incarichi: parlamentare, vicesindaco di Verona, vicepresidente della Camera dei deputati, vice segretario federale della Lega
di PAOLO BERIZZI
La Repubblica

Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, al Quirinale con la famiglia per il giuramento (ansa)

ROMA - Fa il tifo per Orban e per l'Hellas Verona, la "squadra a forma di svastica" - come cantano gli ultrà pro-Hitler della curva Sud dove il neoministro è presenza fissa da quando era giovane. Oltre a quella per Vladimir Putin ha un'ammirazione politica per il Front National di Marine Le Pen e va fiero di essere stato - da europarlamentare - tra gli artefici dell' "alleanza storica" tra il partito dell'estrema destra francese e la Lega. Una bella medaglia per uno che, sul tema immigrazione, agita da sempre lo spauracchio della "sostituzione etnica", che parla di "annacquamento devastante dell'identità del Paese che accoglie", che come gli imprenditori della paura associa il calo della natalità in Italia al fenomeno migratorio qui inteso come "invasione", termine mantra dei leghisti e dei neofascisti.

Trentotto anni, laurea in scienze politiche, sposato con doppio rito (tridentino, celebrato da don Wilmar Pavesi sacerdote pre-conciliare vicino ai tradizionalisti cattolici; e civile, celebrato dall'ex sindaco di Verona Flavio Tosi con Matteo Salvini testimone). Paladino degli ultracattolici veronesi nella città dove la "difesa delle tradizioni" è sempre stata appannaggio di un fronte che vede mischiarsi le associazioni iper-religiose e l'estrema destra dell'odio e dell'intolleranza. Eccolo, il neo ministro della famiglia e della disabilità Lorenzo Fontana. Il "più a destra" del governo Conte, come l'hanno già definito.

Un predestinato della politica, alla quale si avvicina a 16 anni folgorato dalla Lega Nord. A 22 anni è già consigliere della terza circoscrizione del comune di Verona, a 27 anni consigliere comunale e a 29 anni entra nel Parlamento Europeo dove viene rieletto (farà due mandati) nel 2014 quando la Lega entra nel Gruppo Enf (Europa delle Nazioni e delle Libertà) con il Front National. Uomo pragmatico e anche di pr, sorridente e mediatore ma con piglio deciso quando il gioco si fa duro, Fontana, "veronese e cattolico" come si presenta su Twitter, è accumulatore di incarichi: parlamentare, vicesindaco di Verona, vicepresidente della Camera dei deputati, vice segretario federale della Lega. Il suo pedegree? Quello tipico del veronese di destra: posizioni molto radicali su aborto, diritti delle donne, diritti Lgbt e richiedenti asilo, anti immigrazionista. Per il giovane ministro salviniano Islam e terrorismo sono due concetti dilatabili fino a essere quasi sovrapponibili. Subisce inoltre il fascino della tesi del "sostituzionismo" tanto cara ai neofascisti, da Forza Nuova a CasaPound.

"A sinistra", ha scritto su Facebook, "vorrebbero compensare il calo demografico importando immigrati, ma la società multiculturale ha fallito, è la società ideale per chi vuole arrivare a comandare senza che nessuno dia fastidio, è una dittatura leggera". Fontana è amico e sostenitore del sindaco Federico Sboarina con cui lo scorso febbraio ha partecipato al "Festival per la vita" (organizzato da Pro Vita vicina a Forza Nuova) e ha applaudito l'arrivo del "Bus per la Libertà", un pullman con la scritta "Non confondete l'identità sessuale dei bambini". Il ministro, nella città scaligera, è conteso da altre due associazioni: la neofascista Fortezza Europa ("Festung Europa", in tedesco, era il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale per indicare l'Europa nazista: la parte di Europa continentale dominata dalla Germania in contrapposizione con gli alleati anglosassoni). E l'ultracattolica e destrorsa Reazione Identitaria.

A novembre 2017 - come raccontato da Repubblica - Fontana ha portato i suoi saluti a un discusso convegno per avvocati organizzato proprio da Fortezza Europa (valido per crediti formativi forensi): tema, la legittima difesa. A moderare, Emanuele Tesauro, presidente di Fortezza e front man (con sigla della Rsi tatuata sul braccio) della band musicale "Hobbit" nota per i testi che inneggiano al fascismo ("Ho il cuore nero, me ne frego e sputo") e alla violenza negli stadi ("Frana/la curva frana/sulla polizia italiana"). La curva, la politica, la Lega, l'ultradestra. E ora al governo.
  

LA REPUBBLICA

sabato 9 giugno 2018

ARTICOLI PER TUTTE LE MISURE di Angela Fabbri, recensione di Marina Zilio


ARTICOLI PER TUTTE LE MISURE

(5 anni di vita raccontati sul Web)

27 Dicembre 2011 – 21 Maggio 2017

Angela Fabbri, Ibiskos Ulivieri, 2018, pagg. 176, euro 12,75

 Una biografia, "5 anni di vita raccontati sul Web". Angela Fabbri appartiene alla generazione del dopoguerra. Da allora sino ai tempi d'oggi si è passati dalla ghiacciaia al frigo; dalla radio alla televisione; da una cultura contadina ad una industriale e postindustriale; dal carro, il treno, il tram, la bici all'aereo, l'auto, la metropolitana e così via.  Si tratta di  una generazione definita di " pantere grigie"  dagli studiosi di San Francisco per significarne l'esperienza e la provata  capacità di adattamento ed adeguamento ai molteplici e plurimi cambiamenti e progressi. Ella, accostatasi al computer con il consueto e reiterato impegno, riporta nel suo libro "riflessioni, ricordi, pensieri narrati sul web nel corso di 5 anni dal 27 Dicembre 2011 al 21 Maggio 2017". Ci si accinge, pertanto, alla lettura consapevoli di approcciarsi ad una  pregevole e preziosa espressione di "frammenti di vita attraversati dagli accadimenti del mondo contemporaneo". "Articoli per tutte le misure" è  testimonianza, confidenza, racconto.

Marina Zilio

venerdì 8 giugno 2018

ARTE A SCUOLA 77 donne amorose per la CASA DELLE CARROZZE, Latina

ISTITUTO COMPRENSIVO EMMA CASTELNUOVO DI LATINA
LICEO SCIENTIFICO STATALE G.B. GRASSI DI LATINA
CASA ARTE SCUOLA CIVICA DI MUSICA DI LATINA
ARCHIVIO  LUIGI FACCIOLI  - ROMA
LAVATOIO CONTUMACIALE - ROMA

    ARTE A SCUOLA
 77donne amorose per la
 CASA DELLE CARROZZE 


LATINA
 CASETTA DELLA MUSICA SCUOLA DI VIA POLONIA

dal  31  maggio al 30  settembre  2018

77 DONNE AMOROSE per la Casa delle Carrozze

COMUNICATO STAMPA

Si è inaugurata giovedì 31 maggio 2018  la mostra “77 donne amorose” presso la Casetta della Musica di Via Polonia a Latina. Sarà aperta al pubblico nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.00 alle 19.30 fino al 30 giugno e previo appuntamento al numero telefonico 3246881273 negli altri giorni fino al 30 settembre. La mostra, una tradizione dell'associazione Casa Arte Scuola Civica di Musica, è curata da Massimo Pompeo e Leonardo Faccioli.  Questa quinta edizione sarà ricordata oltre che per la grande quantità di artiste ( nella prima edizione erano 33 e via via sempre di più un crescendo entusiasmante) sarà ricordata, dicevamo, anche per la presentazione al pubblico di un progetto anch'esso a lungo accarezzato ed amato, un progetto quasi titanico: la ristrutturazione e il riutilizzo di un edificio di Latina costruito dopo la bonifica “La casa delle carrozze”. Massimo Pompeo, audace ideatore del progetto "La casa delle carrozze" inserito in un'attività del Liceo Scientifico "GB Grassi" di Latina, in un recente articolo la descrive in questo modo:

"A Latina, in piazza del Quadrato, La Casa delle Carrozze è una struttura in abbandono con i tetti in parte crollati annessa all'edificio storico dell'Opera Nazionale Combattenti che è l'Opera che ha realizzato le bonifiche in Italia dopo la guerra in Africa. Un tempo era riservata al guardiano dell'Opera ed era anche la rimessa dei carri e le scuderie dei cavalli che servivano per controllare la rete di canali e di strade che collegavano gli oltre 3.000 poderi ai nuovi borghi rurali e alle cinque “città nuove”. L'esperienza maturata in oltre quaranta anni di attività, di cui gli ultimi 15 nella Casetta della Musica di Latina, ha reso chiaro ai nostri occhi che esiste una reciprocità tra
salvaguardia del patrimonio pubblico e proposte culturali". E' dello stesso avviso la dottoressa M. Cristina Martin, dirigente dell'Istituto Comprensivo "Emma Castelnuovo" di Latina di cui fa parte lo stabile della Casetta della Musica: "Attiene alle nuove attribuzioni delle scuole pubbliche affiancare alla proposta culturale propria dell'istituzione scolastica azioni volte alla salvaguardia e alla manutenzione degli spazi del territorio  favoriendo il circolo virtuoso in cui   le attività culturali  forniscono un contributo al mantenimento del bene" . Casa Arte Scuola Civica di Musica raccoglierà in dono l'opera di ogni artista presente alla mostra che, insieme a tante altre di proprietà dell'associazione, costituirà la prima dotazione economica per l'avvio del progetto di sensibilizzazione al restauro della “Casa delle carrozze”. L'idea è di trasformarla in un Centro internazionale per le arti e la stampa artistica, con spazi espositivi; biblioteca e centro di documentazione per le arti visive; stamperia calcografica e residenza per artisti.

Sono 77 le “donne amorose” che espongono presso la Casetta della Musica, un luogo che ha una storia di lungo impegno culturale e metamorfosi propositiva. Chi nel corso degli anni ha collaborato a questo progetto ha sempre avuto in mente ideali precisi: la promozione dell’arte e della cultura, più in generale, e la salvaguardia del patrimonio artistico-culturale che abita una città. E anche il luogo della Casetta, con un nome che ricorda un’abitazione famigliare, è ora patrimonio salvato e curato. Proprio l’attenzione rivolta ai siti preziosi del nostro territorio, ha fatto scaturire la volontà di proteggere lasciti preziosi della città di Latina. In particolare, un’altra casa speciale da ristrutturare: la Casa delle carrozze, un nome affettuoso, provvisorio, che indica però un attaccamento genuino a quanto merita di essere preservato della nostra storia comune. Come cambierebbe la percezione dell’ambiente che ci circonda se ce ne prendessimo cura come se si trattasse della nostra casa? Si tratta di edifici del ’32, situati in piazza del Quadrato e che servivano come scuderie. Spazi grandi, belli, purtroppo in abbandono, che potrebbero, con la volontà di tutti, diventare un centro internazionale per le arti e la stampa artistica, con spazi per le esposizioni, una biblioteca e centro di documentazione, oltre a una stamperia calcografica e residenza per gli artisti. Le 77 donne amorose in esposizione dal 31 maggio, sono la migliore scenografia possibile come sostegno concreto al progetto della Casa delle carrozze. Le artiste, provenienti da diverse città e Paesi del mondo, sono la rappresentanza internazionale più fertile e significativa per riportare l’invisibile al visibile. L’arte per le donne è di per sé impegno totale nei confronti di una cultura viva e curata. Sono loro le prime promotrici, insieme all’artista Massimo Pompeo. L’obiettivo è alto, ma le donne impegnate culturalmente sono abituate a non arrendersi. La visionarietà ha spesso donato grandi risultati. 
Margherita Levo Rosenberg, SORTILEGIO, X-ray films, decofix and other materials 30x115x10, 2018