Di ciò che sta accadendo in Kashmir sappiamo troppo poco, ed è esattamente ciò che voleva il governo indiano

Dal 5 agosto ogni giorno gli abitanti del Kashmir protestano contro la revoca dello status speciale, ma per colpa dell'isolamento imposto a più di 12,5 milioni di persone non sappiamo quasi nulla di quello che succede


https://www.elle.com/it/magazine/a28756090/kashmir-cosa-succede-news/
Molti musulmani del Kashmir temono, ed è un po' il segreto di pulcinella, che Nuova Delhi voglia cambiare la demografia della regione, trasformandola da islamica ad indù, e il metodo sarà banalmente trasferire lì, che piaccia a entrambe le parti o meno, un'abbondante fetta di popolazione di fede induista. Una sorta di Risiko giocato sulla pelle delle persone, per un disegno politico che pare voler rendere l'India uno stato religioso indù, proprio come il contendente del Kashmir, quel Pakistan che da sempre lo vorrebbe tutto per sé, è uno Stato islamico. Nel 2020, ebbene sì, i capi di stato si dannano l'anima per imporre la dottrina religiosa alla loro popolazione, ma c'è forse da stupirsi, quando negli USA uno Stato decide, sempre in base a precetti dogmatici, di rendere illegale l'aborto? Sta di fatto che il piano di Nuova Dehli è palese agli occhi dei kashmiri: "Presto inizieranno a stabilirsi non musulmani nel Kashmir" - ha detto sempre a The Atlantic Muzamil Bashir, uno studente universitario di 23 anni, nel centro di Srinagar- " e non avremo altra scelta che accettarlo e non possiamo neanche opporci. Ora siamo schiavi".
Gowhar Nazir, 28 anni, docente all'Università del Kashmir, ha affermato che prova un senso di tradimento: "Siamo stati traditi dal governo indiano, è una macchia sull'India democratica e il giorno più nero per India e Kashmir". Pochi giorni prima della decisione dell'India di revocare lo status speciale, il governo aveva, inoltre, ordinato a tutti i turisti e i pellegrini del Kashmir di lasciare lo Stato, parlando di un'imminente minaccia alla sicurezza. I leader politici del Kashmir sono stati portati dalle loro case in un centro di detenzione temporanea, dove rimangono in isolamento. Il blackout della comunicazione ha aggravato la frustrazione e la rabbia e il senso di impotenza e ingiustizia. Ahmad, uomo d'affari, racconta che è tutto fermo; non c'è contatto con familiari o amici e non c'è modo di chiedere aiuto, e che la crisi ha colpito l'economia già fragile del Kashmir. Il turismo, la linfa vitale della regione, è a un punto morto."Hanno costretto i turisti ad andarsene, quindi come possono funzionare i nostri affari?". Ma oltre all'economia, c'è altro, e pure più grave, come racconta Wired Italia, riportando la testimonianza di Gurshabad Grover, funzionario del Center for Internet and Society di Bangalore: "Le reti per le telecomunicazioni sono infrastrutture critiche e stavolta [il loro blocco] ha avuto un impatto decisivo sul funzionamento del Kashmir: alcuni report indicano che le linee di comunicazione non sono accessibili neanche per ospedali e cliniche: il risultato è che il personale si sta arrangiando non si sa bene come e con quali risorse per soddisfare le esigenze sanitarie”. Insomma, tutto molto violento, tutto molto grave, e perfettamente riassunto da un'altra preziosa testimonianza raccolta dalla rivista statunitense: "Il blocco delle comunicazioni ci ha spinti all'età della pietra", ha detto Areeb Ashraf, 26 anni, ingegnere civile - "Uno dei miei zii è stato ricoverato in ospedale, ma la sua famiglia non sa in quale struttura si trova. Qualunque cosa stia accadendo in Kashmir in questo momento è straziante. Questo non dovrebbe succedere da nessuna parte, questo non è il modo di creare, dovesse essere quella la volontà, integrazione. Se vuoi essere mio amico, devi offrire amicizia. E l'amicizia non si crea con attacchi militari e blocchi di comunicazione".

Commenti

  1. HONG KONG e il KASHMIR. Entrambe regioni a STATUTO SPECIALE garantito dai vicini GOVERNI e da quelli, diciamo così, sovranazionali. Questi ultimi dove sono andati a finire? Dove si sono nascosti?
    Mentre i GARANTI vicini fanno un macello di due Paesi sotto la loro protezione.
    HONG KONG per rubargli il commercio? E brava la CHINA!
    Il KASHMIR per sotterrargli la religione? E brava l'INDIA!
    E noi qui, poveri stupidi italiani fuori dal mondo, cosa potremmo fare? Che, nonostante tutti i nostri INTERNET funzionino, non capiamo nemmeno con quale 'nuovo' governo avremo a che fare e perchè?
    Angela Fabbri

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