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Visualizzazione dei post da Agosto, 2019

LIGUSTRO un grande artista ligure con gli occhi alle meraviglie del Giappone

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L I G U S T R O
Giovanni Berio, noto in arte come Ligustro, è nato a Imperia nel 1924.
Si dedica dal 1986 esclusivamente allo studio della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche Nishiki-e in uso nel Periodo Edo realizzandone la stampa a mano sulle preziose carte prodotte in Giappone ancora con antichi metodi artigianali. La tecnica Nishiki-e usata da Ligustro consiste nell’avere, per ogni stampa, molti legni incisi che vengono poi stampati singolarmente. Per questo motivo ci possono essere stampe con lo stesso soggetto, ma con colori differenti. In conferenze e dimostrazioni pratiche ha illustrato al pubblico questo genere di arte e la sua storia affascinante.





In data 9 maggio 2015 si è svolta, presso la sala convegni della Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone

APPELLO AL PAPA PER IL KASHMIR di Zahoor Ahmad Zargar

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Zahoor Ahmad Zargar (https://it.wikipedia.org/wiki/Zahoor_Ahmad_Zargar), leader della Comunità Islamica Italiana, Kashmiro di nascita, da sempre impegnato attivamente per la pace e i diritti umani, ha inviato un appello a Papa Francesco perché rivolga, pubblicamente, un pensiero alla popolazione del Kashmir privata improvvisamente e unilateralmente dal Governo indiano della libertà e dei diritti della persona.

La storia del Kashmir sotto occupazione indiana è molto complessa. Come sappiamo, dopo la fine della colonizzazione inglese, l’India si è divisa tra India e Pakistan. Allora, lo stato di Jammu e Kashmir, che aveva un suo proprio re, è stato lasciato libero. A quel punto, però, dei gruppi tribali appoggiati dal Pakistan hanno invaso il Paese. Il re, impaurito e senza armi adeguate, ha chiesto l’aiuto dell’India per difendersi. Il conflitto, da allora, non è stato mai definitivamente risolto, nonostante le guerre tra India e Pakistan. Una parte del Kashmir è rimasta sotto il Paki…

ALTRI CIELI, ALTRI MONDI di Angela Fabbri

Altri cieli, altri mondi
Un tempo
conoscevo un piccolo mondo
circondato da campagne
seminato di alberi.
Ho percorso nuove strade
e visto altri mondi
altri cieli
meravigliosi
neri
e bucati di stelle
su cui si alzavano
le cupole di una grande chiesa
straniera
e una falce scintillante
attraversava il cielo
come nelle Mille e una Notte
In quei tempi nuovi
non mi chiedevo se Dio esiste,
perché esisteva l'uomo.
Esistevo io.
Non sono stata felice
duraturamente
voglio dire.
Perché invece ho vissuto
i momenti più belli della mia vita.
Poi i cieli si sono rimescolati ancora.
Le colline e il faro
si sono sfocati.
E le facce e i discorsi
hanno perso individualità.
Così ho perduto
le nuove strade
e i mondi sono invecchiati
e ho provato
l'irresistibile voglia di tornare a casa.
Angela Fabbri (dal Calendario Helicon 2009)
Torino, giugno 1979

NO ALLA GUERRA

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Condivido la foto di Padre Armanino nella speranza che anche altri lo facciano
renata

LE (AUTO)CENSURE DELL'OCCIDENTE DISTRATTO di Padre Mauro Armanino

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Le (auto) censure dell’Occidente distratto

Lo riconosco, un mese in patria non è molto. Appena 30 giorni in un calendario che dipende dalle circostanze e dall’attesa del visto per il ritorno nel Niger, scaduto ancora prima di partire per inavvertenza.Del Sahel e del Niger, almeno finora, nessuna traccia in televisione, nei giornali e nei discorsi. Abbiamo smesso di esistere entrambi e con noi la sabbia e i morti quotidiani ad opera degli imprenditori della guerra e i bambini dei poveri che hanno, ormai da tempo, smesso di andare a scuola. Gli insegnanti minacciati perché considerati fiancheggiatori dell’Occidente che soprattutto con la scuola ne perpetua il colonialismo culturale e politico. Malgrado la vicenda delle navi coi migranti salvati dalle acque libiche in attesa di attraccare a Lampedusa quanto accade a monte, anzi nel deserto, è stato cancellato. Le (auto) censure sono le più pericolose e, come avvenuto anche in altre epoche, potrebbero condurre ad ulteriori derive un conti…

SCUSATE L'ATTESA spettacolo teatrale Casa di Reclusione di Saluzzo

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Sono Ufficialmente aperte le Iscrizioni per lo spettacolo SCUSATE L'ATTESA
" Per tutto c’è un tempo: un tempo per cercare e uno per perdere, un tempo per amare e uno per odiare, un tempo per parlare e un tempo per tacere. In carcere il tempo è morto. E allora non mi rimane che aspettare. "
Modalità di prenotazione: compila il modulo on-line

Di ciò che sta accadendo in Kashmir sappiamo troppo poco, ed è esattamente ciò che voleva il governo indiano

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Dal 5 agosto ogni giorno gli abitanti del Kashmir protestano contro la revoca dello status speciale, ma per colpa dell'isolamento imposto a più di 12,5 milioni di persone non sappiamo quasi nulla di quello che succede
https://www.elle.com/it/magazine/a28756090/kashmir-cosa-succede-news/



di Carlotta Sisti, 20/8/2019

Siamo quasi nel 2020, eppure può ancora accadere, e in effetti accade, che uno Stato subisca un isolamento pressoché totale delle sue reti di comunicazione con il mondo esterno. Sta succedendo, anche se la cinghia pare stia gradualmente allentando la stretta, in Kashmir. Qui, dopo che il 5 agosto in modo del tutto improvviso (anche se non imprevedibile) il governo indiano, guidato dal primo ministro nazionalista indù e conservatore Narendra Modi, ha revocato lo “status speciale” garantito al Kashmir fin dagli Anni 50 (che era contenuto nella Costituzione indiana, e che dava molta autonomia al governo locale, ndr) e lo ha pure diviso in due Stati, uno che continuerà a chia…

COME UN ALBERO NELLA SAVANA di Padre Mauro Armanino

Come un albero nella savana                                              Undici mesi di cattività di Pierluigi Maccalli Il nonno teneva per mano il nipotino e indicava i poderosi alberi del viale. Raccontava che niente è più bello di un albero. Guarda, guarda gli alberi come lavorano! Ma che cosa fanno nonno? Tengono la terra attaccata al cielo! Ed è una cosa molto difficile Pierluigi mi aveva passato un foglio con questo racconto sugli alberi dopo una mia catechesi sulla famiglia, paragonata ad un albero, nella sua comunità di Bomoanga nel Niger. Amiamo entrambi, da sempre, i simboli. E Gigi di simboli ne usava spesso nelle sue omelie e nelle sessioni di formazione, tanto in Italia durante i suoi soggiorni, che nel Niger. Nella ‘sua’ basilica dedicata allo Spirito tutto era simbolico. Dalla porta d’ingresso alle finestre per finire col granaio e l’altare, nient’altro che simboli da scoprire e celebrare. Adesso l’albero è lui. Un albero …