sabato 15 giugno 2019

LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DI AMATORI NUOTO SAVONA di Renata Rusca Zargar



LETTERA APERTA AI  DIRIGENTI  DI  AMATORI  NUOTO  SAVONA

Sono una persona non più giovane. Qualche anno fa, sono capitata per caso nella vostra piscina per provare la bike. Allora, venivo solo saltuariamente perché, pur essendo in pensione, sono molto impegnata. Infatti, coordino  una Biblioteca di volontariato su Pace, Ambiente, Intercultura,  porto i libri nelle scuole, curo una newsletter mensile, faccio lezione agli anziani, oltre a lavorare a tempo pieno nel negozio di mio marito e partecipare alle full immersion di mia figlia minore quando deve preparare esami o concorsi particolarmente pesanti.

Nonostante ciò, piano piano, mi sono trovata talmente bene che ho cominciato a fare di tutto per venire di più, ho provato tutte le attività fitness, e tutti i maestri/e che si sono alternati in questi  anni. Mi sono piaciuti tutti, chi più, chi meno. Certamente, con Micol mi sono  appassionata tantissimo, perché lei è stata capace di accogliermi come persona, cosa non facile per chi è anziano e frequenta lezioni con i quarantenni, ha sopportato pazientemente tutte  le mie battute demenziali, senza seccarsi, mi ha spinta a essere migliore (anche se, ovviamente, faccio quello che posso) con le sue urla “Di più, di più!”, mi ha corretto gli errori, mi ha persino fatto passare il mal di schiena e di spalle con i suoi esercizi (è la pura verità).

Ho trovato questo ambiente magnifico, come pure le bagnine, la segreteria, tutti gentili e ospitali.

Ad esempio, nelle ultime due estati, dato che avevo scelto di spendere il mio poco tempo in piscina, invece che alla spiaggia, ho chiesto se potevo entrare al bordo vasca un pochino prima della lezione, per prendere un po’di sole che fa bene alle ossa. È vero che non sono mai scesa in acqua fuori della mia lezione, né mi sono seduta su un lettino bensì solo per terra, perché non pagavo l’ingresso, ma sono riconoscente che mi sia stato concesso.

Come potrete immaginare, anch’io facevo parte del gruppo whatsapp.  In data 8-6 sono rimasta allibita del vostro dictat: “I dirigenti di Amatori Nuoto Savona hanno appena disposto a tutti gli amministratori la sospensione di tutti i gruppi Whatsapp privati.” Perché? Non si sa. Forse, perché qualcuno era scontento degli orari? Scontento perché la nostra maestra preferita (perché lavora seriamente con noi) ci sarà poco?

Chiudere il gruppo improvvisamente, in quel modo, è stato, secondo me, un atto di inaudita violenza. Se i clienti vi danno fastidio, dite apertamente che non volete più fitness e aquagym, e che non sopportate nessuna critica.

Io, tra l’altro, non ho mai protestato su nulla, ho sempre parlato bene di tutti, dentro e fuori la piscina. Eppure, sono stata una delle prime a essere RIMOSSA. Perché, a quanto ho capito, invece di trovare qualche scusa di compromesso per chiudere il gruppo, se proprio vi turbava tanto, avete improvvisamente rimosso uno a uno gli esseri umani. RIMOSSI.

Forse, non sapete che il gruppo era utile: qualche volta, chi era solo poteva provare a trovare un altro utente per fare la lezione, si sapevano subito i cambiamenti di orario ecc. Forse, non sapete che i  CLIENTI PAGANTI non si trattano a pesci in faccia. Quando io trovo, nel negozio di mio marito, qualche cliente che mi offende, magari non credendomi se dico che quello è oro o argento, io non lo prendo a pedate come avete fatto voi. Io ho bisogno del cliente, il cliente non ha bisogno di me, può andare altrove. Per questo, con un po’ di pazienza, cerco di fargli capire le ragioni.

Ora, io pensavo di fare fitness ancora per qualche anno. Sarebbe stata la mia maestra, nella quale ho assoluta fiducia, a dirmi quando sarebbe stato il momento di fare altro.

Sono stata molto felice in piscina, mi sono divertita tanto, anche nei tristi momenti in cui  ho avuto gravi problemi familiari.

Ma sono stata rimossa, con violenza. Io bado molto alle parole e non accetto la violenza.

Per me, la piscina è finita. Anche se mi viene da piangere a lasciare un luogo che mi è piaciuto così tanto, la mia dignità vale più di qualsiasi piacere. Non ho MAI ceduto alla violenza in tutta la mia vita e non lo farò adesso che il mio percorso volge al termine. Mi dispiace pure che tanta brutalità venga da una Società Sportiva che tratta con bambini e adolescenti. Mi chiedo che cosa mostriate ai giovani: lo stesso odio e aggressività che pervade il nostro tempo? Siete in grado di dare esempi positivi? Forse, voi non vi fate neppure queste domande, giusto?

Ovviamente, non butterò l’abbonamento, lo finirò, perché io non trovo il denaro in mezzo alla strada (forse, voi sì, visto che vi permettete tanto!).

Da persona più matura, però, vi consiglio: 1) di chiedere scusa a tutte le partecipanti del gruppo whatsapp. Quando si sbaglia, bisogna ammetterlo e chiedere scusa.  2) di restituire il denaro degli abbonamenti  alle persone a cui non garantite più le lezioni. Mi sembra doveroso.

Direi anche che chi non sa gestire i conflitti, non è adatto a ruoli direttivi, ma questo non è un mio problema.

Prof.ssa Renata Rusca Zargar

Chiunque può copiare e divulgare come crede questa mia.

1 commento:

  1. Succede lo stesso con gli alimentari nei supermercati: se c'è un prodotto buono, va e viene comprato. E c'è un passa parola. Ma improvvisamente viene RIMOSSO. Perchè le ditte hanno CODE di prodotti similari (ma non altrettanto buoni) da smaltire.
    Forse, in questa piscina, hanno CODE di adolescenti da smaltire.Code di venti-trenta-quarantenni da smaltire... Che verranno RIMOSSI al compimento del 50esimo anno di età. Forse è meglio che lo sappiano adesso, così, non frequentando QUELLA piscina, evitano di affezionarsi all'ambiente. Peccato, però, gli Ultra-Cinquantenni avrebbero potuto portare con sè i nipoti a sguazzarci insieme... Ma tanto anche i nipoti un bel giorno sarebbero stati RIMOSSI, allora forse non ne vale la pena...
    Angela Fabbri

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