venerdì 3 agosto 2018

L'AEREO DI RENZI, chiarimenti sugli ami gettati dal governo

L’aereo di Renzi

27/07/2018

 
Sono in vacanza, e ora è il momento di dedicarmi ai miei nanerottoli e a mia moglie. Ma siete in tantissimi che ieri e oggi mi avete segnalato questa storia dell’aereo di Renzi, che il nostro Primo Ministro ha detto di voler tagliare dalle spese statali.
Non ho voglia di polemizzare, ma solo di riportare dati e numeri, dati e numeri disponibili a chiunque abbia voglia di cercarli. Partiamo dall’inizio. La velina del Primo Ministro, come molte di questo governo, arriva via social network e riporta:


Meno spreco di denaro pubblico, meno spese inutili. Il governo che presiedo da subito ha voluto dare segnali di forte cambiamento rispetto al passato. E in quest’ottica si inserisce la volontà di rescindere il contratto di leasing dell’aereo Airbus A340-500, acquistato in passato per i voli di Stato. Un impegno che avevo e avevamo assunto sin dal nostro insediamento, una decisione sacrosanta, tutt’altro che simbolica.
A conti fatti si è trattato di un’operazione del tutto svantaggiosa, sia dal punto di vista dell’impatto economico che dell’utilità pratica. Parliamo di circa 150 milioni di euro spesi per soli 8 anni di noleggio, inclusi i 20 milioni per riconfigurarlo, per un velivolo quasi mai usato. Soldi degli italiani, che vincolavano il governo.
Per questo dai primi giorni del mio mandato ho dato indicazioni
di trovare una via di uscita per rescindere il contratto. A questa Presidenza, per le missioni internazionali che siamo chiamati a svolgere, un aereo così grande e costoso non serve. È uno spreco e un capriccio a cui noi rinunciamo molto volentieri.

Dell’aereo “di Renzi” nel corso di questi ultimi anni hanno già parlato in tanti. E non è così complesso fare qualche verifica sui fatti. Ci raccontava Rai News nel 2015:

La vendita del datato A 319 era stata poi autorizzata dal governo di Enrico Letta, due anni fa, ma senza ipotizzare – polemizzò qualche mese fa l’ex premier –  l’acquisto o il noleggio di un aereo come l’A340. In ogni caso il nuovo velivolo preso in “affitto” – a costi che sono ancora top secret – garantisce voli diretti in molte destinazioni del mondo senza i lunghi pit stop per fare carburante previsti con l’attuale modello. Il nuovo velivolo alla fin fine – spiegano in ambienti governativi – dovrebbe portare a ulteriori risparmi di gestione rispetto all’acquisto e alla manutenzione di un aereo, così come e’ stato invece fatto negli ultimi decenni.

Per capirci, quindi, prima dell’attuale A340 avevamo un A319 che si era deciso di vendere già sotto il governo Letta. Quindi, senza A319, se si chiudesse il contratto per l’A340 (che non è ancora chiaro quanto costerebbe di penali) dovremmo in qualche modo trovare soluzioni alternative per quelli che sono i voli istituzionali. – EDIT l’A319 è ancora nostro, le aste per venderlo sono andate deserte come ci ha segnalato un lettore, ne abbiamo ben 3 (i 3 A319 (MM 62174, 62209 e 62243, rispettivamente di 18, 15 e 12 anni) sono ancora in carico all’Aeronautica Militare in quanto le aste per l’alienazione sono sempre andate deserte.)-  Costi? Non ne parla nessuno.
La ragione del dismettere il vecchio A319 era principalmente una: era un aereo per voli a media tratta, costretto a lunghe soste per fare rifornimento per voli oceanici. Anche altri governi hanno optato per l’A340, proprio per evitare quelle soste. Nei vari post che si lamentano delle dimensioni dell’aereo scelto dal governo una delle cose che leggo spesso è che si trattava di un aereo troppo grande, visto che lo staff del PdC è composto da un massimo di quaranta persone al seguito. Ma evidentemente nessuno ha ben chiaro che l’aereo di Stato, quando vola, porta al seguito oltre allo staff anche i giornalisti che vogliano seguire le missioni del Governo. I trecento posti a bordo hanno tariffe prestabilite, pagate dalle testate che hanno giornalisti accreditati per viaggiare con il PdC.

Tanti sembrano convinti che un Presidente del Consiglio possa in totale autonomia scegliere le cose da fare, come quella di acquistare un aereo, ma ovviamente in una democrazia le cose non stanno così. L’autorizzazione a spese di quel genere viene dal Governo, che evidentemente aveva ritenuto sensato l’acquisto dell’A340-500.
Non sono qui a difendere la spesa, sia chiaro, basta una veloce ricerca in rete per concordare che il costo di quel leasing (se confermato) sia spropositato rispetto al valore attuale dell’aereo. Ma non era così quando fu scelto di procedere al contratto con Ethiad Airlines (contratto fatto quando sembrava che Ethiad fosse sul punto di rilevare Alitalia).

Oggi purtroppo l’A340-500 ha visto il suo valore crollare miseramente, e ne sono stati prodotti e venduti decisamente pochi.
Però nel post Facebook del nostro Presidente del Consiglio ci sono alcune frasi che vanno analizzate:

la volontà di rescindere il contratto di leasing dell’aereo Airbus A340-500, acquistato in passato per i voli di Stato

Lo so, sono pedante, ma parlare di acquisto mentre si nomina un leasing purtroppo è segno di non avere la più pallida idea di cosa si sta parlando. Un leasing è un noleggio, non un acquisto:

Il leasing è il contratto con cui una parte (concedente) concede in godimento all’altra (utilizzatore) un bene dietro corrispettivo e per un determinato periodo di tempo, alla scadenza del quale la parte che ha in godimento il bene può restituirlo o divenirne proprietario pagando la differenza tra quanto già versato e il valore del bene.

Nessuno ha acquistato nulla finora. Si è aperto un contratto di noleggio, con durata non nota. Nel contratto di oggetti come gli aerei possono essere inclusi anche servizi extra, come il mantenimento dell’aereo stesso, l’equipaggio a bordo e le riparazioni necessarie a mantenerlo operativo. Purtroppo da nessuna parte ho trovato il contratto ufficiale, come non l’hanno fatto le testate che in questi anni ne hanno parlato. Quello che è certo, secondo le cronache dei giornali, è che all’interno dell’aereo le modifiche fatte erano davvero poche, come riportava il Corriere:

Ci sono ancora le scritte in arabo, almeno per il servizio on demand interno. E alle pareti campeggiano le stelle marine della carta da parati con cui Èthiad cercava di accompagnare i turisti sulle spiagge degli Emirati Arabi. L’aereo che ha comprato Matteo Renzi, ma che l’ex premier non ha mai usato, si svela nel primo viaggio del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con cronisti al seguito, come il più normale e il meno appariscente degli apparecchi.

Sicuramente è stato fatto un lavoro sulla livrea, che non è più Ethiad, ma per il resto, a parte la zona dedicata al PdC, l’aereo è rimasto tale e quale a come era prima. Onestamente non sono esperto di aerei, comprendo benissimo come un aereo che non debba fare 5 ore di rifornimento per le tratte superiori al New York-Roma possa essere per certi versi un risparmio, ma se dall’altra parte l’aereo stesso mi costa di manutenzione e leasing più di quanto risparmio forse non è l’aereo giusto.
Per finire un appunto: il nostro PdC ha detto che ha dato mandato per rescindere il contratto, quello che non è stato detto e chiarito è a) come volerà quando necessario visto che il vecchio A319 è stato pensionato (a meno che non scegliere di riutilizzare lo stesso, pur vecchio e decisamente poco pratico) e b) quanto costa (se c’è) la penale per rescindere il contratto (perché va bene accettare che l’A340-500 possa esser sopravvalutato ma se la penale è salata a questo punto tanto vale tenerlo, tutte cose un Governo trasparente dovrebbe raccontare a noi cittadini, prima magari di fare qualcosa che non è detto sia così conveniente come appare).

maicolengel at butac punto it

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