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Visualizzazione dei post da Agosto, 2018

Inside Libyan Detention Centre Where Migrants 'Routinely Beaten'

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INTERNET per me di Angela Fabbri

INTERNETperme

Quest'opportunità del web, che ho imparato a frequentare così adagio, ed è così sciupata in alcune sue possibilità di parteciparvi (Facebook, Twitter, Youtube… sono tante che non le so +, non ci tengo dietro) non ce la sognavamo neanche quando eravamo ragazze.
INTERNET è una PORTA.
Non è uno STARGATE, è un semplice WORLDGATE.
Non serve a metterci in mostra e a darci lustro, ma a parlare cercando di dire nel modo + chiaro e sincero quel che abbiamo in mente, quel che proviamo.
A ascoltare. Anche chi è così lontano da noi che mai avremmo pensato d’incontrarlo.
Nella mia infanzia, finchè sono stata in paese, a scuola ci scambiavamo le merende (era sempre una sorpresa mangiare quel che mangiava un'altra bambina), poi in città, a Ferrara, scambiavamo le figurine.
Eravamo semplici, noi generazione del dopoguerra, non sapevamo ancora che un giorno a San Francisco ci avrebbero studiato e definito ‘pantere grigie’ dotate di grande capacità di sopravvivenza.
E siamo rimaste crea…

MORTO URI AVNERY

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Morto Uri Avnery, fu tra i primi israeliani a concepire l’idea di uno Stato palestinese
Intellettuale di sinistra, aveva 94 anni ed era il veterano dei pacifisti di Israele. La sua intervista ad Arafat nel 1982 sconvolse il Paese

davide lerner  http://www.lastampa.it/2018/08/20/esteri/morto-uri-avenery-fu-tra-i-primi-israeliani-a-concepire-lidea-di-uno-stato-palestinese-ux67IXA3idLxq9hxR7DFIJ/pagina.html     20/8/2018 Uri Avnery con Yasser Arafat nel 2002 E’ morto Uri Avnery, il veterano dei pacifisti israeliani, personalità coraggiosa e anticonformista. Negli ultimi mesi di vita Uri Avnery, intellettuale, giornalista, attivista e combattente israeliano mancato ieri all’età di 94 anni a Tel Aviv, ricordava ancora con dispiacere il giorno in cui sua madre lo diseredò, indignata per la sua intervista con il leader palestinese Arafat a Beirut nel 1982. «Ai tempi il guerrigliero palestinese era considerato quasi come un secondo Hitler in Israele, era il nemico numero uno», ricordava Avnery ne…

FUORI DI TESTA spettacolo teatrale a Saluzzo, 27 / 30 settembre

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Sono aperte le prenotazioni per il nuovo spettacolo degli attori detenuti del Carcere di Saluzzo.

Vi aspettiamo!

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SALVIAMO RIACE di Alex Zanotelli

Appello: Salviamo Riace! di Alex Zanotelli Dinanzi all’onda nera del razzismo e della xenofobia che sta dilagando in Europa dobbiamo difendere con i denti il modello Riace di accoglienza per chi fugge da situazioni insostenibili. Riace, un paesino sulle colline ioniche della Calabria, diventato un luogo fantasma per l’emigrazione dei propri abitanti, ha iniziato a riprendere vita grazie ai profughi del sud del mondo. E questo per la tenacia di un riacese, Mimmo Lucano mosso da una grande passione per un mondo più giusto e più umano. Fu Mimmo nel 1994 ad accogliere i profughi curdi arrivati sulle coste ioniche e ad ospitarli nelle case vuote di Riace. Eletto sindaco del paese, Mimmo continuò ad accogliere profughi provenienti dall’Afghanistan all’Eritrea. “Nella nuova età di muri, fili spinati, lager libici, della Fortezza Europa – così si legge nella Piazza del borgo – noi accogliamo persone in fuga dalle guerre, dall’odio, dalla miseria. E’ questa forse l’opera pubblica più importan…

Lettera aperta delle scienziate italiane alla ministra Grillo per mantenere l'obbligo dei vaccini.

Hanno scritto per esprimere “la profonda preoccupazione a proposito dei progetti di legge sull’obbligo vaccinale” e per chiedere il mantenimento dell’obbligo vaccinale. Il "Club delle Top Italian Women Scientists", un’iniziativa dell’"Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere", è costituito dalle scienziate italiane più citate a livello internazionale in campo biomedico e rappresenta la voce della competenza biomedica italiana al femminile. Molte di loro sono infatti esperte in immunologia, la disciplina che studia le malattie infettive e i vaccini che le prevengono. ROMA (LaPresse) “I vaccini sono agenti preventivi. Limitarne l’obbligo a situazioni di emergenza o a quelle zone dove la copertura cada al di sotto del livello soglia è estremamente pericoloso. Non risponde ai criteri epidemiologici e non corrisponde alle raccomandazioni di enti internazionali quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’implementazione di misure che limitino l’o…

NATO COLPEVOLE di Carmelo Musumeci

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Nato colpevole l'ultimo libro diCarmelo Musumeci Nota dell’Autore

Ho scritto questo romanzo quando ero in carcere a Spoleto, dopo una giornata “speciale” in cui ci fu permesso di rappresentare uno spettacolo teatrale, che avevamo provato per tanti mesi. I nostri spettatori furono gli insegnanti e i volontari del carcere, tra cui Nadia Bizzotto, con la quale in seguito scrissi questo dialogo. Dalla sua richiesta è nato questo libro. Prodotto e venduto da Amazon  CLICCA QUI PrologoCronaca di uno spettacolo teatrale in carceredi Carmelo Musumeci e Nadia Bizzotto
Ore cinque del mattino Carmelo: D’inverno nella mia cella non batte mai il sole. Solo nei mesi caldi i suoi raggi entrano dalla mia finestra. Ho il lettino murato nel pavimento e non lo posso spostare, per questo tutte le mattine d’estate vengo svegliato dai raggi del sole che scaldano il mio viso. Penso: -Oggi c’è lo spettacolo teatrale “Fuori dall’Ombra” dedicato all’abolizione dell’ergastolo ostativo, sarà un giorno d…

IL PONTE DI CORDE di Angela Fabbri

IlPONTEdiCORDE
Un ponte di corde e tavole di legno  l’ho attraversato davvero. Quando ero piccolina, 5 o 6 anni, assieme a papà e mamma e il fratello grande (cioè 3 più di me).
Penso fosse in Romagna, nell’interno, mi sembra in mezzo a un bosco di pini marittimi, la mia memoria non è molto chiara riguardo alla scenografia. So solo che mi sembrava lunghissimo, che non finiva mai. Ricordo bene invece la mia meraviglia e un po’ di batticuore, ma ero con la mia famiglia, dunque fiducia, paura mai. E andavo avanti con quei miei piedini sulle tavole di legno e alzavo adagio le manine e le riappoggiavo alle corde su quel ponte che si muoveva anche se allora eravamo tutti molto magri, di poco peso. Non era finita da tanto la guerra. La cioccolata era ancora ‘surrogata’ e la Nutella non ancora inventata…
Nemmeno il Nulla era ancora stato inventato per noi persone semplici del dopoguerra. E la paura non esisteva più, se n’era andata.
Così, trovando un ponte di tavole e corde, tirato chissà come…

LA CIVILTA' DEL CANE di Renata Rusca Zargar

La civiltà del cane
Sono iscritta a un gruppo di fitness su WhatsApp. Ovviamente, in questo gruppo, si parla solo di soggetti riguardanti il fitness. In conseguenza dell’immane tragedia capitata a Genova con il crollo del ponte autostradale, però, su questo gruppo è apparsa la foto di uno dei cani usati per cercare le persone sotto le macerie con la solita frase “i nostri angeli” e i soliti cuoricini. Ma non basta. C’era anche un messaggio: “Queste foto le dedico a quelli che non vogliono cani in spiaggia, nei negozi, sui mezzi pubblici… A quelle carogne che li abbandonano.”  
Ora, essendo stata insegnante, sono abituata a puntualizzare, come facevo con i miei alunni, a non lasciar perdere, a esprimere un giudizio se vengono coinvolti dei valori essenziali. Così, ho risposto che quello, il gruppo di fitness, non era il luogo per discutere di certi soggetti ma che, comunque, si tratta di cani addestrati, cani lavoratori che salvano vite umane. Non è così per i cani che incontriamo ovunqu…

UN PENSIERO PER GENOVA di Loredana Simonetti

UN PENSIERO PER GENOVA News 16 Agosto 2018 Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, si resta sbigottiti di fronte ad una tragedia del genere: famiglie scomparse in una nuvola di polvere grigia, sotto una pioggia torrenziale incapace di lavare le lacrime e il dolore della gente comune. Il mio pensiero va per tutte le persone decedute, famiglie che si apprestavano ad andare in vacanza, uomini e donne che lavoravano la vigilia di ferragosto, bambini.. e questo dolore è una morsa che chiude lo stomaco. A loro, soprattutto, va il mio pensiero, alle loro piccole vite: a Samuele, a Camilla a Manuele, che così presto hanno cessato di vivere, vittime dell’incuria di una nazione che non riesce a valorizzare la bellezza di questo paese in assoluta sicurezza, vittime di un destino che non ha deviato il suo percorso, vittime insieme agli amici, alle famiglie, ai propri genitori. Basta parlare, basta fake news, basta a quel giornalismo che oltre la notizia vuole scavare nel dolore della gente! …

TENER DA CONTO di Angela Fabbri

TENERDACONTO

Per mettere in sicurezza un Paese come l’ITALIA, con le sue migliaia di KM di coste, le sue centinaia di KM di monti e colline e faglie relative, i suoi 2 bei vulcani attivi (Etna e Stromboli) e uno in quiescenza (il Vesuvio, ma non credo sia ancora davvero andato in pensione anche se è un vulcano ‘statale’), i suoi 60.000 ponti, incalcolabile numero di torrenti…
Forse a tener da conto il Paese basterebbe che tutti quelli che ci mangiano, sull’Italia (alcuni da generazioni tramandando agli eredi diretti, altri tramandando sempre + facilmente il loro malcostume a nuovi adepti), si riunissero insieme dicendosi:
<< E’ venuta l’ora che mangiamo un po’ meno: siamo GRASSIDURI! ( * ) >>
( * ) L’espressione deriva dal dialetto ferrarese ‘GRASSDUR’ che indica persona che si è
rimpinzata tanto da scoppiare.
Angela Fabbri
(Ferrara notte fra 15 e 16 agosto 2018)