mercoledì 6 marzo 2019

SPERO IN UN CLIMA MIGLIORE DENTRO E FUORI IL PARTITO DEMOCRATICO di Renata Rusca Zargar


Spero in un clima migliore, dentro e fuori il Partito democratico

Le primarie del Partito democratico si sono concluse molto positivamente. Considerando il generale clima di ostilità nei confronti di questo Partito, ritenuto responsabile di tutti i mali dell'umanità, a partire dalla cacciata dal Paradiso terrestre in poi, non ci si aspettava un’affluenza tanto alta.

Invece, probabilmente, inizia a stemperarsi quell’ubriacatura di slogan che aveva fatto balenare ai semplici elettori la soluzione di tutti i loro problemi in un attimo (chiedo scusa, in un twitt) o in una diretta Facebook a base di rigatoni o di Nutella (ahimè, non ci sono più le belle fanciulle in carriera che stirano le camicie)!

Forse, l'atmosfera di razzismo, odio personale, machismo, sessismo, omofobia, ha spaventato qualcuno in grado ancora di valutarne le amare conseguenze sui nostri figli e nipoti.

Così, in molti hanno perso tempo, fatica e denaro (due euro) per collaborare alla scelta democratica e civile del Segretario dell'unico partito riformista e progressista in grado di contrastare tanto cupo reazionario ritorno a un nostro brutto passato.

Si dice che siano andati a votare, nonostante non fosse permesso, dirigenti o elettori di partiti della sinistra che hanno sempre ostacolato e combattuto il Partito democratico, contribuendo a far perdere le elezioni e mettendo il paese in mano alle destre più estreme. Evidentemente, si tratta di persone che non capiscono ancora la democrazia e che vogliono influenzare le scelte altrui a proprio comodo, per ritagliarsi, magari, qualche poltrona. Persone che non hanno rispetto della propria dignità.

Si dice anche che si siano presentati ai seggi elementi dei 5Stelle, angosciati dallo stretto abbraccio dell’alleato di governo che, come quello della femmina della mantide religiosa, divora il maschio dopo aver copulato (e persino durante), cominciando dalla testa. Tali 5Stelle sarebbero speranzosi di salvarsi, alleandosi con il nuovo Pd.

Anche nel caso ci siano state davvero le flebili minoranze della sinistra e qualche timido 5Stelle, il risultato non cambia affatto. La quantità di votanti e la personale percentuale di successo del nuovo Segretario lo pongono al di sopra di ogni contestazione.

Vero è che i giovani sono stati pochissimi. Io, ad esempio, mi trovavo a un seggio dove esprimevamo battute scherzose del tipo: “Facciamoci un selfie con questo elettore, a testimonianza del fatto che i giovani esistono!“

È evidente che il Segretario, prima di tutto, dovrebbe rivolgersi ai giovani, per recuperare futuro al Partito, anche se non sarà facile. I giovani, nella stragrande maggioranza, sono stati abituati alla vita comoda, non hanno vissuto guerre, per fortuna, né le difficoltà del dopoguerra. Sono nati nel consumismo e nei diritti, hanno potuto andare a scuola, scegliendo magari di non voler studiare, hanno avuto le cure sanitarie che altri, nel mondo, non hanno ancora. Forse, vogliono tutto e subito, ma hanno incrociato una durissima crisi economica che ha stremato il paese e l’Europa. Nessuno potrà dare loro tutto, anzi, saranno loro stessi a doversi impegnare per migliorare la posizione personale e del paese. Un buon inizio, per incoraggiarli, potrebbe essere lasciare molto spazio ai giovani nella classe dirigente del partito, indipendentemente dal candidato Segretario che abbiano sostenuto durante le primarie, perché, è inutile negarlo, i giovani comprendono e si avvicinano ai giovani.

Le primarie, dunque, hanno fatto immaginare che ci sia un po’ di riscossa nel paese. Per ora, i sondaggi non danno ancora il Partito democratico in crescita, ma avremo modo di valutarlo alle prossime elezioni europee. Per ora, resiste lo zoccolo duro delle persone che non si curano di sirene e miraggi ma sono consapevoli che, in un mondo globale di quasi otto miliardi di persone, non esistano semplici ricette per diventare tutti ricchi e felici. L’Italia, poi, che, per tanti anni, ha perso il treno di riforme, giustizia, ammodernamento, lotta alla corruzione e alle mafie, avrebbe avuto bisogno di continuare a lungo quel processo di riforme civili, sociali, economiche, iniziato dai governi Renzi e Gentiloni. Questo, purtroppo, non è avvenuto. Abbiamo lasciato il paese in mano ad altri che, oltre all'atmosfera disumana che stiamo vivendo, ci hanno precipitato di nuovo nella crisi e nella recessione.

Io penso che siano stati commessi tanti errori, da tutti, ma  mi ha dato assai dispiacere, anche perché denota cecità politica, il pressante sentimento di odio personale nei confronti di Matteo Renzi, sia all'esterno ma, soprattutto, all’interno del partito. Odio per  una persona che era stata scelta, a suo tempo, democraticamente, da milioni di elettori.

L’astio ci ha reso tutti ciechi e staliniani, mentre si sono sprecate su di lui le previsioni più fantascientifiche. Al seggio, ho avuto occasione di ascoltare parecchie amenità. La più simpatica è stata: “Vi do i due euro, se non li date a Renzi!” Si tratta di personaggi che si commentano da soli e che fanno il paio con un presunto uomo di “sinistra”, ex sindacalista, che mi aveva detto di aver votato Lega. Inutile spiegargli che ha svenduto quelli che avrebbero dovuto essere i suoi valori incorruttibili.

Spero, infine, che il clima del Partito cambi, che ci si riconosca in base a valori comuni, diritti umani, rispetto, cultura, progresso, dignità e lavoro per tutti. Spero che le opinioni diverse si possano manifestare con rispetto e argomentazioni ma che, poi, si prendano decisioni democratiche da osservare tutti insieme.

Spero, insomma, che ci sia ancora un futuro per questo paese.


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