lunedì 27 novembre 2017

Poesia di ANASTASIA: Vivere


VIVERE



Come potrei vivere 

Senza di te 

Come potrei morire 

Senza 

Amarti 

Come ti amo 

Come potrei scivolare 

Nella valle 

Del 

Tuo cuore 

Senza darti 

Il mio 

Amore 

Come vorrei 

Dipingere 

Gli attimi 

Del tuo 

Amore 

Con un fiore 

Che sta 

Per sbocciare 

Solo tu 

Riesci a 

Farmi innamorare 

Ogni volta 

Che ti guardo 

Nel 

Profondo 

Dei tuoi occhi 

Nel 

Profondo 

Del tuo cuore 

È un 

Amore forte 

Potenza 

Di un cuore 

Che non 

Morirà 

Ma 

Vivrà 

Con te 

Sempre


mercoledì 22 novembre 2017

BASTA CON L'ANTIFASCISMO di Renata Rusca Zargar


Savona. La nostra addormentata città di provincia ha avuto uno “scciupùn”  di vita con qualche striscione inneggiante ai valori cristiani, contro una presunta islamizzazione dell’Italia  e contro l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) savonese.





Subito, si sono organizzati, in città, presidi antifascisti anche se Forza Nuova, il Movimento che si proclama autore degli striscioni, afferma di non essere né neonazista, né neofascista, né nostalgico.
Non  sono ancora riuscita a capire se questi presidi siano produttivi o addirittura controproducenti.
Infatti, come risulta da molte indagini, la maggior parte dei giovani, purtroppo, non conosce la storia, e la querelle fascisti-antifascisti li lascia del tutto indifferenti. 
Per questo, possono abbracciare, tranquillamente, qualsiasi Partito  o Movimento, non riconoscendosi in nessuna delle precedenti distinzioni.
Se noi, più anziani, siamo stati orgogliosi di essere antifascisti anche per la testimonianza viva, di parole e di fatti, dei nostri genitori e nonni che hanno lottato per la libertà e la democrazia, oggi bisogna avere il coraggio di dire basta. 
Basta all’antifascismo.
Continuando con slogan basati su un tempo ormai passato, perdiamo completamente il contatto con la realtà dei giovani e li lasciamo fuggire via.
Oggi, molti –lo sappiamo- sostengono pure che non abbia più senso la distinzione tra destra e sinistra ma che si debba scegliere secondo gli interessi attuali. I nostri giovani, poi, che hanno sempre vissuto in un mondo libero, ambiscono al reddito di cittadinanza, soprattutto per ritrovare una qualche sicurezza in una terra globale, sotto il dominio di colossi come Cina, Amazon, Alibaba, che hanno frantumato l’economia. 
Un mondo dove non è certo l’Italia a dettare le regole.
Il tempo stenderà molti veli. Chi è oggi che si tormenta sulla contesa tra Cesare e Pompeo, la cui soluzione ha, comunque, cambiato le sorti del mondo che sarebbe venuto dopo di loro?
Quindi, invece, di rimanere abbarbicati, come la patella allo scoglio, alle categorie del passato, forse, sarebbe meglio lavorare e distinguerci sui valori.
Il Fascismo, così come lo abbiamo studiato,  i campi di concentramento e di sterminio nazisti non torneranno più, almeno nelle stesse forme.  
Oggi, i campi di concentramento, di stupro e tortura, sono in Libia, ad esempio, mentre guerre terrificanti si combattono dappertutto. Le armi fabbricate in Italia, bombe, siluri, razzi, missili, ammazzano la popolazione civile in Yemen o vengono usate dalla Turchia, ad esempio, contro gli stessi curdi ai quali avevamo chiesto di liberarci dall’Isis. 
Dove sono i  presidi per la pace nelle piazze o davanti alle fabbriche di armi italiane che esportano per circa quindici miliardi di euro l’anno?
Invece, io credo che sia giusto, come chiede Forza Nuova, che, in Italia,  culla del cristianesimo da sempre, si sostengano i valori cristiani.
Lo credo anche se sono musulmana perché lo sono diventata per amore di mio marito, non certo per odio verso il Cristianesimo o per qualsiasi altra religione, le cui rivelazioni ho sempre letto con piacere. È una scelta che nessuno mi ha chiesto di fare e posso tornare indietro quando mi pare. Nella mia gioventù, inoltre, ho avuto la fortuna di studiare dalle Suore Rossello e riconosco a loro, ancora più che ai miei genitori, la mia formazione morale.
Penso, quindi, che, se ci ispira ai valori cristiani, che poi sono gli stessi delle altre religioni, tutti, anche gli atei, i musulmani, gli induisti, i buddisti,  possano esserne contenti.
L’altro giorno mi trovavo in una chiesa (ma lo stesso passo avrei potuto ascoltarlo in moschea) e il prete che diceva Messa ricordava che, il giorno del Giudizio, Dio ci avrebbe detto: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Dunque, ricominciamo a credere nei valori dell’amore per gli esseri umani, contro ogni forma di violenza e di schiavitù, per la nostra Terra, per la pace e il rispetto di tutti gli uomini e donne che sono figli di uno stesso Dio.

Forse, salveremo questo mondo in via di estinzione.

sabato 4 novembre 2017

CIVILTA' MISTERIOSA SCOPERTA IN KASHMIR


Civiltà misteriosa scoperta in Kashmir
di  Giorgio Giordano
Una spedizione archeologica russo-indiana, dopo tre anni di ricerche, ha fatto un’importante scoperta sull’Himalaya, per la precisione nel Kashmir, ai confini dell’India e del Pakistan. Sono stati individuati due antichi complessi rituali appartenenti a una civiltà ancora sconosciuta. In particolare, sono state rinvenute 200 statue in pietra raffiguranti dei cavalieri. Analizzando i dettagli delle sculture gli studiosi hanno concluso che verosimilmente risalgono al primo Medioevo
L’area di uno dei due siti trovati nel Kashmir
«La loro peculiarità è che in alcuni casi su uno stesso cavallo non compare un solo un cavaliere, ma due, tre o quattro - ha spiegato Viacheslav Molodin, vice direttore dell’Istituto di archeologia ed etnografia dell’Accademia di scienze russa - Le sculture sono realizzate in un unico stile e sono riccamente decorate, ma sono tutte diverse tra loro. Oltre alle statue, sono state individuate numerose strutture in pietra. I due santuari sono stati eretti in prossimità di sorgenti d’acqua. È difficile dire chi siano gli autori di queste opere, nell’iconografia indiana non c’era niente di simile». 
Un dettaglio delle statue con due cavalieri sopra un cavallo