sabato 21 luglio 2018

DAL VIVO di Angela Fabbri


DAL  VIVO



Stamattina alle 7 ho fatto un giro in cucina e poi nello studio per aprire le finestre all’aria ancora

fresca del mattino.

E chi c’era sul davanzale interno? Chiusa dentro e ferma lì che non muoveva un muscolo?

Una specie di ENORME MOSCA. L’ho esaminata con gli occhi del sonno. Troppo grossa, ali

troppo lunghe che superano l’addome di un bel terzo. Intanto sapevo che il letto mi chiamava indietro.

Ho spalancato la finestra. Ho preso un foglio di carta (ne ho sempre in giro) e gliel’ho passato sotto invitandola a uscire.

Incredibile! Si è rivoltolata tutta, suonando come se avesse ingoiato un’armonica.

E così forte che mi ha scosso.

Ci ho riprovato e non ne ha voluto sapere, ma mi ha sparato addosso tutta la sua musica interiore con una forza inaudita.

Di nuovo e si è ribaltata, sempre continuando a suonare quasi trillando da dentro.

HO CAPITO! Sono corsa a prendere un bicchierino di plastica che tengo per gli insetti sgraditi ma

cui salvo la vita, gliel’ho coperchiato su, ho passato il foglio sotto e, via fuori dalla finestra con tutta

la sua musica volante!

E cosa potrà mai essere? Ma certo (riesco a ragionare anche quando dormo): É una CICALA!

Non ne avevo mai visto una dal vivo.

Stanotte poi ho completato il riconoscimento su internet per la foto (e la prima era proprio lei!) e in

seguito sul mio vecchio libro di scienze naturali: appartiene ai RINCOTI, come le cimici, solo che

succhia la linfa degli alberi.

Tenuto conto che la dimensione delle CICALE spazia dai 2 ai 6 centimetri e questa era oltre i 5, mi

chiedo, tenuto conto della dimensione sonora dei concerti che queste GROSSE creature tengono nel parco quassotto tutte le estati, come si trovino gli alberi con loro.

Tenuto conto che alcuni sono CENTENARI e che le cicale hanno un periodo larvale sotterraneo che può arrivare a 17 anni, direi che gli alberi ci si trovano bene. Rami, foglie e radici comprese.

Angela Fabbri


(Ferrara, notte fra 18 e 19 luglio 2018)

Poesia di Anastasia: DONNA


Donna:

Sono 
Solo una
Donna
Con i miei
Pregi
E
I miei difetti
Sono
Una farfalla
Che
Vola
Libera
Nel
Cielo
Azzurro
Ma
Come
Un fiocco
Di neve
Mi
Sciolgo
Al tuo
Sguardo
Così
Dolce
Bello
Ai
Tuoi occhi
Che
Mi parlano
Di te
Che
Brillano
Per me
Alla luce
Che
Emani
Ogni volta
Che
Mi guardi
Tu
I miei
Petali
Della
Rosa
Più bella
Mi regali
Momenti
Infiniti
Di piacere
E profumi di
Dolci
Fragranze
Le tue parole
Dolcemente
Affiorano
Nella
Mia pelle
E
Esplodono
In un
Gioco
Che
Mi parla
Di te
E
Ogni volta
Che
Mi guardi
Come
Una bambina
Divento
Sempre
Più piccola
Fino
A
Non esistere
Più
Una
Dolce bambina
Che
Con
Due occhioni
Ti
Guarda
Fino
A
Svanire
Nel nulla

Anastasia

venerdì 20 luglio 2018

GLI EROI DELLA FRANCIA di Renata Rusca Zargar



Per caso, mi sono trovata in Francia proprio quando i “Blu” hanno vinto la coppa del mondo di calcio.

Non voglio sottolineare cosa sia successo la sera stessa, domenica, quando la gente a centinaia di migliaia  ha affollato Parigi (e le altre città), 149 auto sono state incendiate solo nell'Île de France (regione dove si trova Parigi) e sono stati lamentati (ma neppure tanto) vari tentativi di molestie e  stupri. Dico neppure tanto perché la notiziola delle numerose molestie è stata data il giorno dopo piccola piccola.

Non voglio nemmeno insistere sul fatto che, per tutta la sera, i canali televisivi di notizie non abbiano parlato assolutamente di niente altro.

Sappiamo bene che il calcio sia un soggetto per il quale la gente perde la testa e che la comunicazione, oggi, non sia formativa e informativa ma serva solo a fare audience.

Il giorno dopo, però, la gente, sempre centinaia di migliaia, ha nuovamente affollato gli Champs Éysées (enorme Viale di Parigi), per tutto il giorno, sotto il sole. Attendeva gli “eroi” che avrebbero sfilato là, trionfalmente, intorno alle 18.

In serata, gli “eroi”, infine, insieme a 1000 giovani e 300 sportivi,  sono stati ricevuti all’Eliseo dal Presidente Macron e dalla moglie.

Per tutta la giornata di lunedì e gran parte del martedì, dunque, i canali di notizie non hanno neppure provato a cambiare argomento (a quanto pare, in Francia o altrove, non è successo nulla), il titolo fisso era “I campioni del mondo di ritorno in Francia” con visione continuativa dell’enorme folla parigina acclamante che, tra l'altro, finalmente, a quanto sembra, ha vinto la paura del terrorismo.

Gli slogan più comuni pronunciati da Macron e dai commentatori erano: “Grazie di averci resi fieri”, “Équipe forte e fiera della Francia”. 

Questi “eroi”, che non hanno sconfitto il cancro né la fame nel mondo, saranno insigniti della Legion d'onore tra pochi mesi. 

In Francia, la gente è multicolore molto più che in Italia.

Tutta quella gente di ogni colore ha continuato a sventolare bandiere francesi, magari con il viso e i capelli dipinti di rosso, bianco, blu, cantando, saltando, urlando. 

Ovunque, erano stampati messaggi augurali per i “Blu”: sui palazzi comunali, sulle strutture turistiche, sui bus…

Populismo? Nazionalismo? 

Macron, intanto, si è comportato come un bambino che, finalmente, ha ottenuto un giocattolo nuovo.

Ha urlato, saltellato, mimato, abbracciato, scherzato, ovunque, in Russia e in Francia.

Chissà se è seriamente appassionato di calcio o se ha colto l’occasione per rafforzare, nel ritrovato  nazionalismo spinto dei paesi europei, le vecchie mire egemoniche e colonialiste mai sopite della Francia! O, chissà, se ha trovato un mezzo a buon mercato per rinverdire la sua popolarità tra la gente che si consola delle proprie e altrui sofferenze osannando i miti multimilionari!

Secondo gli ultimi sondaggi, 6 francesi su 10 pensano che Macron non sia un buon presidente.

Dal pomeriggio di martedì, i commentatori hanno anche cominciato a chiedersi se Macron non abbia fatto “troppo” per gli “eroi” francesi.  

Qualcuno ha detto che si è comportato come se fosse il capitano della squadra.

Nel frattempo, il trattato di Schengen è stato praticamente sospeso.

Senza controllo dei documenti non si attraversa la frontiera. 

ZANOTELLI: Occorre riconoscere che siamo razzisti


Migranti. Zanotelli: “occorre riconoscere che siamo razzisti non essendo capaci di accoglierli dopo averli dilapidati”
19/07/2018 
“E’ importante reagire a una politica sbagliata e ingiusta che non condividiamo. Il Digiuno di Giustizia in solidarietà con gli immigrati è per dire che non siamo d’accordo. Ci sono tante comunità di suore e religiosi che lo fanno lontano dai riflettori e altri che lo fanno in piazza come testimonianza pubblica di un dissenso. Mentre digiuniamo è importante aiutare la gente a capire il pericolo che stiamo correndo con le politiche di Salvini. Proprio perché è diffuso un sentimento contrario ai migranti cerchiamo di dare una risposta partendo da una informazione oggettiva e non ideologica verso persone che si trovano in una situazione di grande vulnerabilità a cui non si possono addossare i nostri mali”. Lo afferma padre Alex Zanotelli in un’intervista al sito Tiscali. “E’ semplicemente ridicolo – scandisce il religioso – parlare di invasione. In Europa gli abitanti sono 500 milioni e le persone immigrati sono al massimo 300mila: una goccia nel mare. Eppure ne abbiamo una paura terribile. L’ONU informa che il maggior numero di rifugiati (86%) sono accolti in Paesi  africani e in altri Paesi poveri come il Libano dove sono stati accolti 1,5 mln di profughi siriani. Sono i poveri che accolgono. E’ mai possibile che Paesi che vivono nell’opulenza non accolgano volentieri? La fortezza Europa si manifesta come un sistema egoista dove scoppia il razzismo. Questa gente che viene a noi nel bisogno ci rivela che siamo razzisti. Nei secoli ci siamo sentiti superiori e identificati con la civiltà, la filosofia, il sapere, la scienza, lo sviluppo dopo aver attinto tante risorse ai Paesi che giudicavamo non sviluppati. Adesso che quei popoli arrivano da noi traballiamo e viene a galla il senso di superiorità che abbiamo. Vale per noi come per gli Stati Uniti. Per guarire occorre riconoscere che siamo razzisti non essendo capaci di accoglierli dopo averli dilapidati”. Secondo il missionario comboniano, tuttavia, sull’assenza dell’Europa riguardo al tema dei migranti, tuttavia, “occorre dare ragione a Salvini nonostante non sia né l’unico né il primo a criticare l’Europa. Non è sufficiente criticare l’Europa perché aiuta poco l’Italia a fare fronte agli sbarchi. L’Europa va criticata perché finora è rimasta a guardare  l’enorme problema degli immigrati e non è stata in grado di mettere in campo una politica comune di solidarietà. E’ una vergogna per l’Europa aver tradito i suoi ideali umanistici. Ci sono Paesi che ancora non hanno fatto nulla per rifugiati e immigrati oltre a mettere filo spinato. Paesi cui si ispira anche Salvini”. “Ma – aggiunge il religioso – usare i poveracci che bussano alla nostra porta per ricattare l’Europa non è un modo per aiutare i poveri che arrivano da noi. Si sposta la responsabilità verso altri. Occorre riuscire a mettere insieme accoglienza e politiche condivise, mentre finora i vari Paesi fanno a gara per scaricare i migranti.  In effetti, aggiunge Zanotelli, “Il nostro governo come altri in Europa spostano l’attenzione dei cittadini sugli immigrati per far fronte al momento di grave difficoltà della politica. La politica non fa più politica per la gente ma è prigioniera dei poteri finanziari e delle richieste economiche di chi conta. Pertanto la politica non è in grado di ripartire equamente le risorse che pure non mancano tanto è vero che chi è ricco in questi tempi aumenta la propria ricchezza. Si tratta di avviare politiche di redistribuzione. Si cercano perciò capri espiatori che procurano un facile consenso a politiche che restano parolaie. Salvini si sta dimostrando molto abile a giocare sulla pancia della gente che soffre e addita loro la possibile causa del disagio comune. La gente pensa di risolvere i suoi problemi aggredendo altri poveri mentre gli affari dei benestanti vanno a gonfie vele. Avveniva così – conclude padre Alex – anche negli anni Trenta del secolo scorso in Germania: lo scontento sociale si addossava agli ebrei, fatti apparire come causa di tutti i mali della nazione”.

giovedì 12 luglio 2018

BAU Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Viani", Viareggio, sabato 14 luglio ore 18,00

comunicato stampa
presentazione del n. 15 della rivista d’autore
BAU Contenitore di Cultura Contemporanea
BAU OUT - vie d’uscita possibili

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” - Viareggio
sabato 14 luglio 2018 - ore 18,00 - ingresso libero

Presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” (GAMC) di Viareggio (Piazza Mazzini, Palazzo delle Muse) dalle ore 18,00 di sabato 14 luglio 2018 avrà luogo a cura della redazione la presentazione del nuovo numero della rivista d’autore BAU Contenitore di Cultura Contemporanea, prodotta annualmente a Viareggio dall’associazione BAU. Nell’occasione, verrà inaugurata la mostra BAU OUT - vie d’uscita possibili, con esposizione dei lavori originali realizzati per la rivista da oltre 80 autori internazionali (fino al 31 agosto). L’ingresso alla presentazione è libero, seguirà un brindisi.

Tenendo fede alla sua vocazione sperimentale nelle arti visive e nei più diversi linguaggi, BAU ha immaginato per questo n.15 una pubblicazione di forma cubica, contenente opere bidimensionali inedite nel formato di cm. 21x21, incentrate sul concetto di OUT nelle sue infinite accezioni. OUT come “fuori”, "fuori da", o più ampiamente per "scoperto", "svelato", ecc., o anche come prefisso di vocaboli quali outlet, “via d'uscita”, outlive, “sopravvivere”, outcry, “protesta” (nel 50° anniversario del ’68), outsider, nel senso di autori “fuori gioco”, lontani dall’ufficialità e dalla omologazione culturale.

Nel corso dell’evento, alcuni autori di BAU 15 proporranno installazioni, proiezioni, azioni sonore e performance: Francesco Bernabei (esperimento),  Antonino Bove / Luca Brocchini / Gabriele Menconi (Dialogo con Psiche, performance), Luciano Federighi (piano blues), Aldo Frangioni (Fuoriditesta, video), Ignazio Lago (In(+)Out of the Lake, azione sonora), Valentina Lapolla / Rachel Morellet / Eva Sauer / Tatiana Villani (Manifesto, installazione), Vieri Parenti (Get Out, installazione), Rossano Brazzi Band (Auting, canzone interattiva), Walter Rovere (Today’s News 1968-2018, performance), Samora (video-azione sonora).

Approdata in numerosi musei, biblioteche e importanti collezioni, dal MART di Rovereto alla Tate Modern di Londra, BAU è una delle più originali e significative pubblicazioni d’artista attive oggi in Italia. La rivista, in lussuoso cofanetto progettato da Gumdesign, è prodotta annualmente in edizioni limitate, con contributi originali di autori di rilevanza internazionale operanti nelle più diverse discipline. In quindici anni di attività, BAU ha coinvolto oltre 800 autori provenienti da ogni angolo del pianeta.

Autori di BAU OUT: Vincenzo Agnetti, Silvia Ancillotti, Anonimo, Roberto Baccelli, Simon Balestrazzi, Luigi Ballerini, Eli Benveniste, Francesco Bernabei, Carla Bertola, Emanuela Biancuzzi, Maicol Borghetti, Maria Luisa Borra, Jean-Francoise Bory, Luca Brocchini, Giuseppe Calandriello, Felipe Cardeña, Mauro Chiarotto, Filippo Ciavoli Cortelli, Claudio Costa, Corrado Costa, Graziano Dovichi, Liliana Ebalginelli, Luciano Federighi, Fernanda Fedi, Giovanni Fontana, Gionata Francesconi, Claudio Francia, Aldo Frangioni, Carlo Galli, Marco Galli, Delio Gennai, Stefano Gentile, Gino Gini, Chiara Giorgetti, Antonio Gomez, Ezio Gribaudo, Riccardo  Gusmaroli, Jørgen Haugen Sørensen, Maria Assunta Karini - Francesco Paladino, Margherita Labbe, Ignazio Lago, Valentina Lapolla - Rachel Morellet - Eva Sauer - Tatiana Villani, Massimiliano Luchetti, Luciano Maciotta, Giorgio Marconi, Gabriele Menconi, Giulia Niccolai, Now! (Roberto Cagnoli - Marco Cencetti), Angela Palese, Lorenzo Paoli, Vieri Parenti, Antonio Peruz, Guido Peruz, Luigi Petracchi, Lamberto Pignotti, Margherita Levo Rosenberg, Rossano Brazzi, Manitù Rossi, Ornella Rovera, Walter Rovere, Kristina Rubine, Stefano Ruggia, Massimo Salvoni, Samora (Enrico Marani), Antonella Sassanelli, Renato Sclaunich, Alvise Simonazzi, Morten Søndergaard, Giulia Spanghero, Adriano Spatola, Alessandro Squilloni, HR-Stamenov, Teho Teardo, Nicoletta Testi, Stefano Turrini, Tommaso Vassalle, Giangrazio Verna, Daniele Virgilio, Alberto Vitacchio, William Xerra, Aida M. Zoppetti, Emiliano Zucchini.
Contributi redazionalii: Vittore Baroni, Alessandro Bertozzi, Antonino Bove, Luca Brocchini, Susanne Capolongo, Paola Gribaudo, Angela Madesani, Mario Mulas, Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, Maurizio Spatola.
Progetto grafico: Gumdesign.

BAU associazione culturale - via A. Pucci 109 - 55049 Viareggio (LU)
tel. 0584 944546 / 0584 - 963918 - info@bauprogetto.net - www.bauprogetto.net

domenica 8 luglio 2018

UNA NOTTE D'ESTATE di Angela Fabbri


Una  notte  d’estate  del  2018


E verso le 21, tutto il giorno non ti sei accorta del concerto di cicale che va avanti da ore ore ore, quando il piccolo bar in fondo al parco alza la musica e questa perfora l’aria, gli alberi, le siepi…

Allora le cicale alzano la loro costante dal basso fino alle stelle e le cornacchie volano via gridando il loro roco acuto attraverso il cielo.

E ridendo, a quell’ora, ti accorgi finalmente che sei nel centro della vita.

Nella piccola casa, a finestre aperte, immersa nel verde ancora chiaro della notte.

Molto più tardi, e da lontano, con voce delicata, anche i cani applaudiranno a concerto finito.

(Angela Fabbri, Ferrara notte fra 7 e 8 luglio 2018)

venerdì 6 luglio 2018

POESIA DI ANASTASIA: Energia


Energia 



Nell’estate 

Che solleva 

L’energia 

È 

La culla 

Dell’anima 

Allontana 

Depressione 


Solitudine 

Trasmette 

Amore 


Gentilezza 

In 

Un mondo 

Che

Sembra indifferente 

Agli 

Occhi 

Di tutti 

Agli 

Occhi 

Del pianeta 

Dei pianeti 

Respira 

Stelle 

Profonde 

E irraggiungibili 

Nella 

Nostra 

Eterna galassia 

Del tempo 

È

Un mistero incomprensibile