venerdì 24 maggio 2019

GLI ITALIANI DEL SUD SONO BUONI CRISTIANI?di Renata Rusca Zargar


Gli Italiani del Sud sono buoni cristiani?

Parecchi anni fa, quando insegnavo e si parlava, a scuola, del razzismo, dell'apartheid, di tutto quello che altri esseri umani avevano subito nelle Americhe, in Sud Africa e in tanti altri paesi, i miei alunni rimanevano sempre molto colpiti. Poi, mi dicevano che in Italia non sarebbe mai potuto succedere qualcosa di tanto vergognoso perché noi non siamo razzisti. Mi faceva assai piacere, a quel tempo, che gli adolescenti riflettessero sul fatto che non esistono le razze e che fossero scandalizzati dalla crudeltà operata su persone che avevano la sola colpa di avere un certo colore di pelle, di occhi, di capelli… Credevo, però, che fosse facile non essere razzisti se, nel proprio paese, non ci sono persone provenienti da altre culture o etnie, perché, per esprimere un giudizio consapevole, bisogna confrontarsi prima con la realtà. A quel tempo, infatti, arrivavano solamente, in estate, alcuni marocchini e tunisini a vendere sulle spiagge. Finita la stagione, se ne tornavano in Africa. In linea di massima, la gente non li considerava fastidiosi ma, anzi, folcloristici con le loro fantasiose storie di mogli e di cammelli.

Comunque, usavo anche aggiungere agli alunni che noi Italiani del Nord il razzismo lo abbiamo esercitato ampiamente con gli Italiani del Sud, considerandoli invasori quando venivano a lavorare per renderci più ricchi. Non volevamo neppure affittare loro le nostre case e offendevamo la loro dignità con brutte parole.

"Ma ormai non è più così!" mi assicuravano gli alunni.

Eppure, i militanti di un nuovo partito - allora-, la Lega Nord, erano riusciti a far breccia nell'elettorato del Nord Italia proprio insistendo sulle cattive qualità dei "terroni". Così, nel tempo, i meridionali erano stati di nuovo insultati e offesi, accusati, persino, di essere un inutile peso per il paese. Tanto è vero che la Lega, in quell'epoca, era scissionista. Tra le amenità divulgate da vari esponenti leghisti, risulta, ad esempio, che al Sud non sapessero neppure a cosa servisse la carta igienica e che i giovani non facessero nulla tutto il giorno. Addirittura, c'era qualcuno che invocava i vulcani perché  facessero pulizia e non si volevano insegnanti meridionali al Nord.

Diversi giornali raccontano che, quando lo stesso Salvini si era sposato (con una donna pugliese), al ricevimento di nozze, con grande fastidio dei parenti della sposa, lui e i suoi compagni di partito avessero intonato cori antimeridionali. Era stato, poi, Salvini in persona a proporre carrozze della metro solo per i milanesi e a lanciare la battuta: "Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani."

Come spiega Robert J. Sternberg, nel saggio "Psicologia dell'odio", è necessario lo svilimento dell'altro attraverso il disprezzo per fomentare sentimenti negativi e far ritenere che si possa agire in qualunque modo contro quello che è diventato il nemico. Anzi, attribuendo colpe all'altro, ormai disumanizzato, ci sentiamo noi vittime e non abbiamo più rimorsi per qualsiasi brutalità commettiamo. Questi meccanismi psicologici sono attuati, da secoli, da teorici e governanti sui moloro seguaci, per stimolare l'odio e poter, dunque, gestire il potere.

Nel caso del Sud, però, un bel giorno, tutto è cambiato. Complice, forse, la matematica che ha fatto capire che con i soli voti del Nord non si può egemonizzare il potere,  la Lega Nord, non più Nord, è partita alla conquista del Sud.

Niente più cori razzisti - ci eravamo sbagliati- e tanta amichevole propaganda elettorale.

Il Vangelo racconta (Mt 5, 38-40): "In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 'Avete inteso che fu detto - Occhio per occhio e dente per dente-. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello."

Al Sud, ormai, tanti votano e seguono con passione l'ex Lega Nord, ora solo Lega, anche se le persone che hanno dileggiato il popolo del Sud sono sempre al comando del partito.

I sudisti, a parte qualche eccezione, hanno perdonato tutto e accolto con entusiasmo quelli che li schifavano. Sono, dunque, buoni cristiani?

Oppure, forse, più probabilmente, hanno saputo del gioco "Vinci Salvini": fa più punti chi mette più velocemente 'Mi piace' ai post delle pagine social di Salvini, rendendo, dunque, più virali i post, i tweet, le foto ecc. del loro eroe. Cosa si vince? La propria foto sulla pagina dell'idolo stesso con possibilità di 6 milioni di visualizzazioni, oltre a una telefonata personale e, infine, persino un caffè con lui!

Evidentemente, ne vale la pena.

Renata Rusca Zargar

https://www.controluce.it/notizie/gli-italiani-del-sud-sono-buoni-cristiani/



lunedì 20 maggio 2019

CURIO MARCELLO Parte II, fumetto di Angela Fabbri, e KID KOREL II puntata

CLICCANDO SULLE PAGINE, VENGONO INGRANDITE
















CHI VUOLE, PUO' RILEGGERE LA PRIMA PARTE
http://www.senzafine.info/2019/05/curio-marcello-parte-i-fumetto-di.html

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CITTA' DI MESAGNE

Da: Associazione di Volontariato e Promozione socio-culturale "SOLIDEA (1 UTOPIA",   info@solidea1utopia.it  - rete sociale Fb - te. 347 2349752
https://www.solidea1utopia.it/
https://www.solidea1utopia.it/premio-letterario-nazionale-2019/

mercoledì 15 maggio 2019

ASCOLTAMI POETA di Angela Fabbri


“ Ascoltami  poeta


   non so parlare al cielo

   Il mare non mi ascolta

   e la mia donna non lo sa.

   Ma immense

   visioni di nulla

   si sono accese

   qui nella mia testa

   E non ho speranza

   di guarire

   il mio male

   è la vita

   ma non voglio morire.

   E se racconti i sogni

   di chi non sa

   racconti il mondo

   e la mia vita

   come sta.



   Ascoltami poeta

   raccontalo per me

   il niente che mi è entrato

   dentro.

   Una volta

   mi odiavo

   e sapevo piantar grane

   ero un grande chiacchierone

   e sapevo voler bene.

   Ma immense

   visioni di nulla

   si sono accese

   qui nella mia testa

   E non ho speranza

   di guarire

   il mio male

   è la vita

   ma non voglio morire.

   E se racconti le storie

   di chi non sa

   racconti il mondo

   e tutto quello

   che accadrà. “


< Io ti racconterò

   soltanto se

   tu accetterai di vivere

   per me.

   Il senso della vita

   ormai sei tu.

   Quel niente nella testa

   ce l’ho anch’io

   lo stesso male

   questa vita

   io.



   Racconteremo insieme

   tutti i sogni

   i mondi visitati

   camminando.

   Tutte le storie

   di chi non sa

   la vita, il tempo

   e tutto quello che accadrà >

Angela Fabbri ( Ravenna, 6 marzo 1980, su un foglio di tabulato usato, piegato in 4 )


sabato 11 maggio 2019

VIAGGIO STRAORDINARIO A MATERA di Renata Rusca Zargar


Viaggio straordinario a Matera

Finalmente, sono riuscita a visitare Matera, un desiderio che coltivavo da anni, sempre accantonato. Così, dal mio Nord, dopo una notte trascorsa in Flixbus, nel primo mattino, sono sbarcata a destinazione. Avevo già esaminato la mappa della città su internet, per capire quanta strada ci potesse essere tra la fermata del bus e l'appartamentino che avevo prenotato. Ma, purtroppo, non capisco le mappe virtuali: mi scivolano via come bisce, si aprono, si chiudono, non si posizionano mai in modo da capire dove io mi trovi e verso dove debba andare. Mi dicono sì, magari, 10 minuti a piedi, ma, poi, io penso che il loro passo non sarà il mio, così non ci credo!  Appena scesa dal bus, però, ho subito cercato di comprare una mappa di carta, e mi è stato risposto che a Matera non ce n'erano. Infatti, non ho trovato, neppure nei giorni seguenti, una piantina completa se non quella del centro storico. Senza piantina, snobbando bus e taxi, ho affrontato un'ora di cammino a piedi, con il vento e la pioggia, una valigia da trascinare e uno zainetto sulle spalle. Forse, il percorso avrebbe potuto essere un po' più breve, ma nessuno sapeva, neppure quando sono arrivata in zona, dove si trovasse la stradina che cercavo, così sono andata avanti e indietro per un po'. 

Raggiunta, infine, la mia nuova abitazione, ho potuto, poco dopo, immergermi nel centro storico della città. Scrivono Franco Bitetti e Andrea Macchiavelli ne "Il turismo culturale in Basilicata": "[…] esperienza è la visita di un contesto ambientale del passato o del presente che con le sue espressioni monumentali, ma anche sociali, artistiche, sensoriali, genera emozioni che restano nella memoria e suscitano ricordi, riflessioni, giudizi, ammirazione o criticità."
A Matera tutti sono molto gentili e accoglienti.
Da qualche anno, il luogo è diventato meta di turismo nazionale e internazionale e molto di più ora che Matera è la capitale europea della cultura 2019. Nelle strade, passeggiano, osservano, fotografano, frotte di turisti di qualsiasi nazionalità e studenti di tutte le età in gita scolastica. Le guide, che accompagnano e spiegano con pazienza e sorriso, sottolineano che  Matera sia la città più antica al mondo, più di Gerico e Aleppo: si parla di vita continuativa nel sito da 10000 o, meglio ancora, probabilmente, da 25000 anni! I Materani rimarcano che la loro cultura sia, dunque, molto remota, e che i Sassi di calcarenite siano stati abitati fin dai primordi. Poi, in epoche più recenti, le caverne si erano espanse in abitazioni superiori a più piani, con finestre, come qualsiasi palazzo, mentre le grotte ipogee venivano usate come magazzini o laboratori artigiani. Il dramma dei "Sassi" si è compiuto quando la popolazione, numerosa e impoverita, dei due secoli precedenti al nostro le ha affollate, continuando a scavare all'interno per ingrandirle. Così, intere famiglie hanno vissuto in ambienti in cui si accedeva da un'apertura che poteva essere anche sopraelevata, senza finestre, senza luce, usando acqua piovana raccolta con canaline. In quell'unica "stanza", c'era il letto e la cucina ma anche gli animali di proprietà della famiglia, gli escrementi degli uomini e persino degli animali che fornivano, poi, il letame. Tale sistema fu denunciato, alla metà del secolo scorso, da Carlo Levi nel suo libro "Cristo si è fermato a Eboli" e additato, poi, come "la vergogna d'Italia". 

Quindi, furono costruiti dei quartieri periferici e la popolazione deportata, spesso a forza, perché non voleva lasciare il suo habitat sociale.
Osservando, però, da uno dei punti panoramici materani, l'insieme delle case bianche, le stradine, le chiese, del Sasso Caveoso e del Sasso Barisone, le due zone dei Sassi, si ha un'impressione di magia. Matera è una bella città, degna capitale di cultura. 
Eppure, se si entra in una di quelle grotte, restaurata come era allora a scopo dimostrativo, non si può credere che nell'Italia del 1900 fosse possibile vivere in quel modo!
Giustamente, si fa rilevare che ci sia tanta altra meraviglia a Matera. Ad esempio, le grotte dell'altopiano carsico della Murgia sono state anche Chiese rupestri, come la Grotta del Peccato originale, tappa fissa dei pullman di turisti. Scavata tra l'VIII e il IX secolo, appartenuta ai monaci benedettini, è definita la Cappella Sistina delle Chiese rupestri per i suoi dipinti del Pittore dei Fiori di Matera, forse un benedettino. Sulla roccia, le immagini sacre, tra cui, appunto, anche la rappresentazione della Creazione e del Peccato originale, sono circondate di fiori vivaci che ben interpretano la bellezza del creato di cui quel luogo incantevole faceva parte. 
Un'altra tappa da non perdere è il Museo archeologico, dove risalta, ancora una volta, l'orgoglio materano. Accanto ai vari resti, nelle vetrine, che raccontano l'antichissima vita del luogo, sulle pareti vengono spiegati tutti i particolari dei periodi storici antichi. Ma, soprattutto, di grande fascino visivo sono le ricostruzioni di una grotta con sepoltura, figure dipinte, simboli, segni, come pure le capanne, con gli spazi interni ed esterni per gli animali e per l'uomo.
Anche oggi, però, gli artisti non smettono di stupire.  Infatti, Antonio Paradiso  ha creato il Parco Scultura La Palomba, all’interno del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, ex sito paleolitico, ex villaggio neolitico con trincea fortificata e fondo di capanna, pozzo e muro megalitico. Tutto è arte, egli sostiene, quindi, le sue opere osservano il reale e, come le moderne installazioni, propongono un messaggio da scoprire. Proprio nel suo Parco antropologico c'è, tra l'altro, un'enorme forchetta forgiata con materiale proveniente dalle torri gemelle. C'è pure un Maggiolino (nota vettura della Volkswagen), schiacciato da un masso, che rappresenta il volo di Icaro: ognuno di noi può sentirsi, nel suo proprio volo, forse spezzato, parte di quella scultura. 
Molte altre, naturalmente, sono le appassionanti proposte di Matera. 
"Così come è esperienza il mangiare e il bere - scrivono ancora Bitetti e Macchiavelli - qualcosa di diverso da ciò che è abituale; anche questo richiede un confronto con la diversità, che mette in gioco il gusto, l’estetica, generando giudizi di valore, riflessioni sull’uso dei prodotti di un territorio, fino a stimolare interrogativi sulle condizioni di vita, di lavoro, di reddito della popolazione di un luogo, dalle quali un piatto tipico di un territorio mai prescinde." 
Infatti, oltre alla cultura del pane, prodotto con antiche varietà di grano, sono tante le specialità da non perdere, come i peperoni cruschi, cioè croccanti, le fave, i vari tipi di pasta, i ceci neri… E tutto ci riporta alla città, agli abitanti, alla vita contadina lungo il cammino dei secoli.
 Perciò, non è facile lasciare Matera! Può aiutare promettersi un ritorno e spedire a casa un pacco di specialità locali per ritrovare, nel gusto, quel viaggio straordinario, avvenuto, come deve essere ogni viaggio, dentro e fuori di me.
Renata Rusca Zargar